Il Tirreno

Prato

«Anche gli stranieri facciano sacrifici»

Milone chiede la tassa. Carlesi: «Già pagano Iva e Imu come noi»

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 PRATO. Bianco e nero, freddo e caldo, notte e giorno. Milone e Carlesi. La dialettica politica fra l'assessore alla Sicurezza e il capogruppo Pd non trova pace. Il nuovo spunto è stata una dichiarazione dell'assessore Aldo Milone sulla tassa per i permessi di soggiorno. «Nel momento in cui si chiedono ingenti sacrifici economici agli italiani attraverso il pagamento dell'IMU (ex ICI) sulla prima casa, aumento di addizionali Irpef regionali, carburanti, gas, energia elettrica ecc, trovo assurdo e ingiustificato abolire il pagamento della tassa sui permessi di soggiorno per gli extracomunitari. Inoltre, come si paventa, è altrettanto assurdo rimodulare questa tassa sulla base delle dichiarazioni dei redditi. Se analizziamo infatti il caso Prato, questo sistema, oltre a creare una sperequazione tra gli extracomunitari, darebbe luogo ad una forma di ingiustizia sociale e fiscale perché a pagare questa tassa sarebbero solo quegli extracomunitari che hanno un regolare lavoro con una paga sindacale con relative trattenute fiscali. Chi invece non rispetta alcuna regola fiscale, e i dati ci dicono che a Prato sono in migliaia, pagherebbero secondo le dichiarazioni dei redditi che sono soliti fare, una somma minima o addirittura pari a zero». Così dixit Milone.  Ed ecco la replica di Massimo Carlesi, capogruppo Pd in consiglio.  «L'assessore Aldo Milone scelga - afferma Carlesi - O è ignorante o è un'opportunista che, più delle soluzioni, cerca la divisione tra italiani e stranieri per continuare a fondarci le sue fortune elettorali da tribuncino della plebe ex Pd, ex Civico e ora tutto votato alla peggior destra. Dice, l'assessore, che in Italia pagano sempre i soliti (cioè gli italiani) e che dunque non bisogna togliere la tassa sul permesso di soggiorno. E' bene ricordare che gli stranieri regolari che lavorano (o lavoreranno in Italia) pagano la stessa Iva degli italiani e che, se comprano casa, pagano la stessa Imu o, se sono in affitto, se la vedranno riversare sul canone proprio come capiterà agli italiani. Le pensioni, per gli stranieri che per tanti anni hanno lavorato qui o per quelli che qui la matureranno pagando i contributi, subiranno la stessa sorte di quelle degli italiani. Gli aumenti di addizionali Irpef regionali, carburanti, gas, energia elettrica sono gli stessi per italiani e stranieri. Milone ignora tutto questo, ricordandosi delle sole imposte dirette? O, da persona abituata a far differenze razziali, immagina che al supermercato ci sia un'Iva per gli italiani e un'Iva per gli stranieri? C'entra poco dire, insomma, che si creerebbero diseguaglianze tra gli extracomunitari stessi, quando ne esistono già tante tra gli italiani. E' evidente che Milone ci regala una bugìa. Il tutto - conclude Carlesi - rischiando sulla pelle delle persone: quella degli italiani oggi più poveri e quella degli stranieri che lavorano (altrimenti non avrebbero diritto al permesso di soggiorno) e di conseguenza pagano le tasse».

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