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Il sindaco non si dimette «Sono sereno, continuo a lavorare per la città»
Ilenia Reali
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PRATO. «Sono sereno. E continuerò a fare il sindaco con impegno e passione». Il sindaco Roberto Cenni ne è certo: le vicende personali legate all'azienda Sasch e quelle della sua vita politica corrono su due binari distinti. Cenni, per quali reati la procura sta indagando nei suoi confronti? «Ho ricevuto stamani (ieri, ndr) l'avviso di garanzia. E' arrivato a me e a tutti gli amministratori delle aziende Sasch. Si ipotizzano una serie di reati legati al fallimento. Sono appena stato dall'avvocato e ho lasciato a lui tutta la documentazione. Le ipotesi di reato per cui sono indagato onestamente non sono in grado di riferirle tutte: c'è però la bancarotta fraudolenta. Per quanto riguarda i motivi la questione è estremamente tecnica. Mi sento però di dire che sto vivendo questo momento con enorme amarezza». Perché amarezza? «Sono convinto che sia in passato, quando ero tra gli amministratori delle società, sia dopo quando sono stato sostituito da altri sia stato fatto tutto correttamente. Con questo avviso di garanzia, ho ricevuto un bel pacco di Natale». Lei si sarà fatto un'idea su quali atti non convincono la procura? Negli anni ci sono stati trasferimenti di denaro all'estero, fatture internazionali... «Ci sono mille cose che caratterizzano la vita di un gruppo come Sasch. Non sono più in azienda dal 2009 e non conosco gli atti da quel momento in poi. Abbiamo però fatto bilanci consolidati e in quest'ottica le società del gruppo si muovevano in sinergia. come si può fare per legge». Nella relazione consegnata dai commissari concordatari si parla di atti di frode, ipotizzando omesse comunicazioni in tempi rapidi sul fatto che la newco non avrebbe più acquistato il marchio. Se i dubbi della procura fossero solo questi perché tra gli indagati c'è anche lei che nell'ultima fase non era tra gli amministratori? «C'è una relazione di 100 pagine allegata alla richiesta di fallimento in proprio in cui si spiega tutto. Me l'ha comunicato oggi l'avvocato. Io non sapevo esistesse, non l'ho quindi letta. Se mi chiedono cose del passato sono in grado di rispondere. Per gli ultimi tempi però non sarei in grado di farlo». Abbia pazienza se insisto: ha lasciato il ruolo di amministratore della Sasch a suo figlio. Con la costituzione della newco, poi l'ingresso dei nuovi soci, avrete parlato, vi sarete confrontati. Non ha avvertito niente di strano? «Sono fuori dall'azienda da tempo e rimettersi in pari sugli sviluppi ogni volta sarebbe stato problematico, si tratta di situazioni complesse. Con la newco si voleva salvare il buono delle aziende, so che si è trattato con degli imprenditori e che avevano risorse a disposizione da investire. Sul fatto che alcune delle persone coinvlte nelle società avevano indagini precedenti per truffa me l'avete detto voi giornalisti qualche giorno fa». Ma adesso cosa farà? Pensa di dimettersi da sindaco? «No, da quando sono stato eletto ho dedicato tempo e passione al Comune. Continuerò con lo stesso impegno».
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