Il Tirreno

Prato

Approvato a pieni voti il provvedimento del premier Monti che viene invece contestato dalle categorie che lavorano nelle grandi città

«Corse "libere": una pacchia per noi piccoli»

Eleonora Barbieri
Di fianco taxi nel traffico Sotto il premier Mario Monti
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Di fianco taxi nel traffico Sotto il premier Mario Monti

Un taxista di Poggio: «Andare in altri comuni è l'unico modo che abbiamo per sopravvivere»

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 POGGIO A CAIANO. Non tutti i tassisti bocciano la manovra del governo Monti che liberalizza parzialmente il sistema, eliminando i confini comunali e rendendo le licenze valide ovunque. Per i piccoli è una boccata d'ossigeno. Una rivincita verso i grandi.  Il trionfo di Davide contro Golia. E' il caso di Massimo Marcucci, giovane tassista di Poggioche ha come area di competenza proprio il Montalbano. Un pò poco per mettere insieme un guadagno dignitoso per cui va da sè che guardare ai grandi centri urbani è l'unico modo per arrotondare un pò. Superare i confini di Prato e di Firenze però è durissima perchè le cooperative che coprono le due città sono attentissime a non perdere neanche una corsa grazie alla loro presenza nei punti strategici, come la stazione ferroviaria e i centri storici, e ad un "gioco di squadra" sulle licenze.  «Tra l'altro chi non vuole abbattere i confini comunali è il primo chI gioca scorretto - spiega Marcucci - sa quante volte mi è capitato che i tassisti che vengono a Poggio o a Carmignano per portare i turisti alle Ville medicee, mettano in mano al cliente il proprio bigliettino dicendo: "Per il ritorno chiami noi perchè qui in zona non ci sono taxi". Perciò le polemiche nascono solo da lobby che vogliono mantenere i propri privilegi. E' emblematico quanto mi è accaduto un mese fa - continua - quando misteriosamente, sono stato rimosso dalle inserzioni di Google Maps solo perchè figuravo primo della lista dei tassisti fiorentini. Il provvedimento di Monti aiuta noi piccoli a sopravvivere. Altrimenti è davvero dura. Non possimao neanche più lavorare con le piccole stazioni ferroviarie perchè ormai di treni se ne fermano pochi».  «Noi piccoli taxi - conclude Marcucci - la crisi l'abbiamo sentita più dei grandi perchè abbiamo un bacino d'utenza ridotto perciò se la legge mi darà piena facoltà, andrò dappertutto. La parziale liberalizzazione ci aiuta perchè fluidifica l'offerta e se i grandi hanno paura di possibili scompensi o di abusivi, facciano degli accordi con noi piccoli. Sarebbe utile per tutti"».

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