Dipendenti dell'Agenzia delle entrate a processo per assenteismo
1 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Due dipendenti dell’Agenzia delle entrate sono accusati di truffa ai danni dello Stato. Secondo la Procura, avrebbero manomesso il sistema informatico dell’Agenzia per coprire entrate in ritardo e uscite in anticipo. Un caso, insomma, di presunto assenteismo, che i diretti interessati negano.
Spartaco Vezzi, 59 anni, e Francesco Galdi, 54 anni, difesi da Pietro Fioravanti e Marco Occhipinti, dicono di non aver fatto nulla di irregolare e sono tuttora alle dipendenze dell’ufficio di via Rimini. Ma intanto sono imputati nel processo istruito dal sostituto Giuseppina Mione della Procura distrettuale, competente per questo tipo di reati, e in caso di condanna rischiano di perdere il posto. La tesi della Procura è che i due dipendenti entrassero in ritardo e uscissero in anticipo strisciando il “badge” nell’apposito lettore. E quindi avrebbero corretto gli orari di entrata e di uscita direttamente all'interno del sistema informatico, dove secondo l'accusa sarebbero riusciti a entrare abusivamente.
Spartaco Vezzi, 59 anni, e Francesco Galdi, 54 anni, difesi da Pietro Fioravanti e Marco Occhipinti, dicono di non aver fatto nulla di irregolare e sono tuttora alle dipendenze dell’ufficio di via Rimini. Ma intanto sono imputati nel processo istruito dal sostituto Giuseppina Mione della Procura distrettuale, competente per questo tipo di reati, e in caso di condanna rischiano di perdere il posto. La tesi della Procura è che i due dipendenti entrassero in ritardo e uscissero in anticipo strisciando il “badge” nell’apposito lettore. E quindi avrebbero corretto gli orari di entrata e di uscita direttamente all'interno del sistema informatico, dove secondo l'accusa sarebbero riusciti a entrare abusivamente.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
