Gli scarti tessili vanno in Cina
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Uno stoccaggio di rifiuti speciali, non pericolosi, è stato scoperto dai funzionari dell'ufficio delle Dogane di Prato e Livorno, insieme ai colleghi del Dipartimento provinciale Arpat, all'interno di un capannone a Iolo. Nel magazzino c'erano centinaia di sacchi contenenti ritagli e scarti di produzione tessili mescolati con carta, e balle pronte per essere esportate in Cina.
Ed è questa la vera novità. Perché il fatto che molte confezioni cinesi non si facciano troppi scrupoli nel disfarsi di ingenti quantitativi di scarti tessili gettandoli nei terreni del Macrolotto 2 ma anche in altre zone del Pratese, è ormai noto. Fino ad oggi, affermano sia Arpat di Prato che Asm, non era mai emerso che ci fossero dei movimenti da Prato, via mare, verso la Cina, di rifiuti tessili. Che i cinesi cerchino di trasformare in affare anche il riciclo di materiali di scarto, come la carta, la plastica ed il ferro, esportandoli dall'Italia in Cina, già lo si sapeva, ma dei rifiuti tessili non si era mai saputo.
Ed è questa la vera novità. Perché il fatto che molte confezioni cinesi non si facciano troppi scrupoli nel disfarsi di ingenti quantitativi di scarti tessili gettandoli nei terreni del Macrolotto 2 ma anche in altre zone del Pratese, è ormai noto. Fino ad oggi, affermano sia Arpat di Prato che Asm, non era mai emerso che ci fossero dei movimenti da Prato, via mare, verso la Cina, di rifiuti tessili. Che i cinesi cerchino di trasformare in affare anche il riciclo di materiali di scarto, come la carta, la plastica ed il ferro, esportandoli dall'Italia in Cina, già lo si sapeva, ma dei rifiuti tessili non si era mai saputo.
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