Il Tirreno

Prato

L'innovazione tessile si fa aprendo la ditta a ingegneri meccanici

Barbara Burzi
L'innovazione tessile si fa aprendo la ditta a ingegneri meccanici

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PRATO. Dal fashion al tessile tecnico. Più facile a dirsi che a farsi, ma in un'ottica di riconversione della produzione del distretto, il passo è quasi obbligato. Roberto Fenzi, amministratore delegato del Gruppo Lenzi Egisto e vicepresidente dell'Unione industriale, una ricetta ce l'avrebbe: «Cari imprenditori, agevolate il passaggio professionale tra la figura del tecnico e l'ingegnere». Basta dunque disegnatori tessili nei lanifici, il futuro è nell'ingegneria. E se l'input arriva dal numero uno di un'azienda il cui nome a Prato fa rima con innovazione, c'è da dargli retta: «Io l'ho già fatto - dice - dal primo novembre ho messo a capo della produzione un ingegnere meccanico». Una nuova figura professionale fa così il suo ingresso nelle aziende del distretto tessile trasformando gli uffici stile in aree progettazioni. «La capacità del tecnico che lavora nel tessile tradizionale è quella riuscire a utilizzare le fibre e adattarle secondo il gusto e le tendenze moda - spiega - l'approccio al tessile tecnico è più di tipo ingegneristico, in quanto consiste nello standardizzare il processo produttivo per renderlo affidabile rispetto all'impiego del prodotto. Una procedura che necessita di strutture più complesse, che abbiano la capacità di esercitare il controllo sulla produzione». Di restyling della filiera si è parlato anche ieri nel corso della presentazione di Otir 2020, il nuovo Polo dell'innovazione tecnologica dei distretti da cui intende ripartire il sistema moda toscano. La società di ricerca pratese Next Techology Tecnotessile (NTT) guidata dall'ingegner Solitario Nesti è il soggetto capofila di un progetto triennale, cofinanziato all'80% dalla Regione Toscana, che complessivamente aggrega 260 soggetti: 7 Università toscane, 7 associazioni di categoria, 7 tra centri servizi e Camere di Commercio, altri centri ed enti di ricerca e 228 imprese manifatturiere. «Tutto il sistema moda toscano - afferma Nesti - intende fare massa critica integrando le proprie competenze per migliorare le conoscenze e trasferirle sui territori al fine di agevolare il processo di innovazione tecnologica della filiera. Un altro scopo del polo tematico è quello di individuare idee e progetti da sviluppare con le imprese per far recuperare loro piena competitività sui mercati internazionali e superare la crisi derivata dalla concorrenza dei paesi che producono a bassi costi». I settori coinvolti abbracciano l'intero sistema moda dall'abbigliamento, alla nautica passando per l'arredamento. «Entro il 2014 puntiamo ad aggregare al polo almeno 300 imprese» afferma il presidente di Ntt Renato Sansoni. «Intanto chiediamo loro di credere nel progetto - sottolinea - cominciando a lavorare per fare innovazione. Prato deve guardare al tessile tecnico, ma per farlo c'è bisogno di uno sforzo culturale che richiede un approccio di tipo ingegneristico al sistema oltre a una conoscenza più approfondita dei materiali e delle normative». Quanto al trasferimento tecnologico avverrà principalmente attraverso un'attività di scouting, ossia di consulenza che Ntt porterà avanti incontrando una per una le imprese sui territori per individuare insieme a loro le soluzioni alle criticità per il miglioramento del processo produttivo o del prodotto stesso. Oltre agli incontri, sono previsti seminari ed eventi. Il primo di questi, si terrà domani (dalle 9) nei laboratori di Ntt che apriranno le porte in occasione di un "Open day" organizzato per condividere con le imprese del tessile le innovazioni più recenti e innescare idee e progetti tra le aziende partecipanti.

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