Sicurezza
Un'intera famiglia intossicata
Paolo Nencioni
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Il sopralluogo dei pompieri. A sinistra il nonno dei bambini "Scaldino" acceso, all'ospedale anche quattro bambini
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PRATO. Hanno rischiato di morire per colpa di un "scaldino" e del monossido di carbonio. Un'intera famiglia - padre, madre e quattro figli piccoli - è finita ieri mattina all'ospedale per un'intossicazione provocata dall'assenza di ossigeno nelle stanze. E' successo poco dopo le 10 a Sant'Andrea di Iolo, in una villetta monofamiliare al 34 di via Gherardacci. Nessuno dei sei componenti della famiglia è in gravi condizioni. Graziano Menchetti, il capofamiglia, ha accusato un malore, ma ha avuto la forza di chiamare il 118 e nel giro di pochi minuti sono arrivate sul posto tre ambulanze della Misericordia di Galciana e Poggio a Caiano e della Pubblica Assistenza di San Paolo. Stavano male anche la moglie Federica Ciardi e i suoi quattro bambini (due maschi e due femmine) di età compresa tra i 4 e i 10 anni. Tutti e sei sono stati portati in ospedale per accertamenti, ma ancora nessuno sospettava che all'origine dei malori ci fosse un malfunzionamento dell'impianto di riscaldamento. Parlando coi medici, la madre ha ipotizzato che lei, il marito e i figli potessero essere stati vittima di un'intossicazione alimentare, ma le analisi hanno fatto emergere valori sospetti e così sono stati gli stessi sanitari a chiedere ai vigili del fuoco un controllo nella villetta di via Gherardacci, dove al piano interrato vivono gli anziani genitori del signor Menchetti. Questi ultimi non avevano accusato alcun malore, forse proprio perché stanno al piano di sotto, ma i pompieri hanno accertato che la canna fumaria non tirava come avrebbe dovuto. Colpa di un nido, che ostruiva in parte il condotto. I tecnici dei vigili del fuoco sono saliti sul tetto e, dopo aver trovato l'origine del malfunzionamento, hanno ripulito il condotto. Successivamente si è capito che a consumare l'ossigeno era stato uno scaldino in terracotta che non era stato spento. Nel frattempo i componenti della famiglia intossicata sono stati tenuti in osservazione in ospedale. Successivamente la madre e i quattro figli sono stati trasferiti a Firenze per essere sottoposti al trattamento della camera iperbarica.
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