La morte di "Sipario aperto" penalizza ancora una volta la cultura indipendente
Maila Ermini
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Nel nuovo piano della cultura della Regione Toscana è preannunciata, anzi quasi del tutto certa, la morte di "Sipario Aperto", il circuito dei piccoli teatri della Toscana. Che cosa significa, cosa comporta? Innanzi tutto contribuisce a far morire la cultura dal basso. "Sipario Aperto" è stato un tentativo, non sempre riuscito ma a volte sì, di costituire in Toscana un circuito alternativo a quelli 'alti'. Ora, scomparendo Sipario Aperto, se il circuito non viene sostituito da altro, cosa succede? Succede che come circuito regionale -almeno a quanto sappiamo-, rimane solo La Fondazione Toscana Spettacolo a decidere quali compagnie e quali artisti mostrare. Noi sospettiamo che in Toscana, come altrove, si voglia distruggere del tutto la cultura indipendente. Il pubblico, se a qualcuno gliene importa se non in termini numerici, vedrà ancora di più gli stessi spettacoli e gli stessi personaggi sempre più televisivi - dato che questo sembra l'unico modo per riempire gli spazi-, con il rischio di aver un teatro regionale sempre più uniformato. Oltre al colpo assestato all'indipendenza della cultura, alla sua pluralità, è un duro colpo al nostro lavoro, che tanto dicono di voler difendere: invece di migliorare e potenziare il suo funzionamento, Sipario Aperto viene affossato, anzi, chiuso in tutta fretta, senza che nessuna autorità, nessun rappresentante politico dica niente al riguardo.
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