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Prato

La Cassa di Pistoia si ritira dall'area pratese-fiorentina

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 PISTOIA. Il futuro della Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia si giocherà sulla direttrice verso Lucca, la Versilia e le Alpi Apuane, ritirandosi invece dall'area pratese-fiorentina e da quella bolognese. Lo dicono i nuovi accordi stretti tra i due proprietari di Caripit, cioè Intesa San Paolo (attraverso la controllata Cassa di risparmio di Firenze) e la Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia Gli accordi, in realtà, sono già stati definiti il mese scorso, almeno negli aspetti fondamentali.  Ora si attende solo la firma, i cui tempi si sono allungati soprattutto per gli impegni dei manager di Intesa San Paolo, alle prese con un importante aumento di capitale.  L'idea era quella di stipulare formalmente gli accordi a Pistoia, possibilmente con la presenza del presidente del colosso lombardo piemontese del credito, vale a dire Corrado Passera. Sul contenuto degli accordi le parti interessate hanno tenuto sin qui la massima riservatezza. Col passare dei giorni, comunque, qualche particolare è trapelato.  Il capitale. Il punto di partenza è la discesa della Fondazione Cassa di risparmio nel capitale della Caripit spa: la quota in mani pistoiesi passerebbe dall'attuale 40% al 25% circa. In cambio, l'ente guidato da Ivano Paci otterrebbe risorse liquide per rinforzare il capitale, provato da diversi anni consecutivi di crisi economica. Risorse che poi, attraverso l'attività della Fondazione, finirebbero sulla città e sulla provincia sotto forma di finanziamenti per attività sociali, investimenti, valorizzazione del patrimonio artistico e culturale.  Il nome. Solida appare invece l'indiscrezione che riguarda il nome della banca: la storica denominazione "Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia" dovrebbe far posto ad una innovativa "Cassa di risparmio della Toscana Nord Ovest". Sede e direzione della banca rimarranno invece, ovviamente, a Pistoia.  Gli sportelli. Il riferimento geografico è spiegato dal fatto che un altro capitolo dell'accordo tra Caripit e Intesa San Paolo riguarda le aree di influenza. La Caripit del futuro, comunque si chiami, si occuperà soprattutto della fascia di Toscana che va da Pistoia alla Lucchesia fino alla Versilia e alla regione apuana. In queste zone dovrebbe subentrare nel controllo dei circa quaranta sportelli attualmente aperti dalla capogruppo Intesa San Paolo. In cambio, Caripit rinuncia a proseguire la strategia di penetrazione verso Prato e Firenze (8 sportelli) e verso Bologna (11 sportelli), strategie che invadono i territori di competenza di altre due banche controllate da Intesa San Paolo: la Cassa di risparmio di Firenze e la sua omologa di Bologna, in sigla Carisbo.

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