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Il Comune di Poggio a corto di liquidità torna in Tribunale
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Il palazzo comunale di Poggio a Caiano3 MINUTI DI LETTURA
POGGIO A CAIANO. Momento difficile per il Comune di Poggio a Caiano a corto di liquidità. E le notizie che arrivano dalle aule dei tribunali non aiutano. La ditta Pancani di Signa che dieci anni fa ha realizzato l'ampliamento del cimitero, infatti, ha impugnato il lodo arbitrale emesso dal Collegio arbitrale lo scorso 25 febbraio che in buona sostanza dà ragione al Comune stabilendo che quell'intervento non era stato effettuato a regola d'arte come invece avrebbe dovuto. Il ricorso alla Corte d'appello di Firenze significa sopratutto che le casse comunali dovranno attendere chissà ancora quanto prima di ricevere il risarcimento dei 37mila euro che il Comune ha speso per il risanamento urgente del cimitero, in modo da renderlo funzionale, e di altri 237mila euro per tutti gli interventi necessari per l'adeguamento del campo santo al progetto iniziale, compresi gli oneri progettuali. Oltre al rimborso di due terzi delle spese legali totali. Soldi che in questo momento così critico avrebbero fatto davvero comodo perchè in questo momento è a rischio anche la copertura delle spese ordinarie. E' probabile che i motivi del ricorso della ditta Pancani siano dettati proprio dalla necessità di far slittare tale pagamento e d'altronde il secondo grado di giudizio è un diritto a cui l'azienda ha deciso di non rinunciare. La speranza per il Comune è che la sentenza d'appello arrivi presto, ma la giustizia italana, si sa, ha i suoi tempi. Eppure ci sono pochi dubbi sulla qualità dei lavori realizzati dieci anni fa al cimitero. Qualunque poggese può testimoniarlo. Ascensore inutilizzabile per le infiltrazioni d'acqua, muri fuori squadra, avvallamenti, crepe e rigonfiamenti. Una situazione insostenibile a cui il Comune aveva messo fine pagando di tasca propria la risistemazione della struttura in attesa della sentenza. Il collegio arbitrale ha dato ragione al Comune riconoscendo alla ditta Pancani solo una delle riserve avanzate, quella relativa alla ritardata corresponsione del nono stato di avanzamento pari a quattromila duecento euro. Tutte le altre richieste sono state respinte perché ritenute inammissibili per tardività o perché infondate nel merito. Ora la Pancani ci riprova in appello con buona pace degli equilibri finanziari comunali. E che la situazione è critica lo si evince anche da un'altra delibera della giunta Martini, quella che dispone il pagamento a rate dei 65mila euro che il Tar della Toscana ha condannato a pagare alla famiglia Bonciolini per il diniego di apertura di un'area commerciale in un immobile in via Umberto I, ex Cinema Italia. Entro il 15 novembre sarà versato un acconto di poco meno di 21mila euro e 6500 euro di spese legali. Le restanti 33mila euro saranno divise in sei rate bimestrali liquidate entro il 15 dei bimetsri successivi. In questo caso il ricorso del Comune non ha bloccato il pagamento di quanto previsto dal primo grado di giudizio perchè giudicata una piccola somma. Bizzarrie della giustizia italiana.
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