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Il Comitato per lordine pubblico contro gli «allarmismi»
«Reati in città, la situazione non è brutta come sembra»
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Il prefetto Maria Guia Federico A sinistra una riunione del Comitato provinciale per la sicurezza e lordine pubblico 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica non sposa la provocatoria tesi dell'assessore Milone, che nei giorni scorsi, commentando l'impennata dei reati in provincia, aveva dato in parte la colpa ai cinesi che se ne vanno in giro con troppi soldi in tasca e costituiscono una facile esca per rapinatori e scippatori. Ma nemmeno il prefetto e i vertici delle forze dell'ordine sono convinti fino in fondo della correttezza dei numeri contenuti nelle statistiche dei reati e pubblicati giorni fa dal Sole 24 Ore. In sostanza dicono che bisogna evitare inutili allarmismi, anche se la realtà e la cronaca delle ultime ore (vedi pagina precedente) sembrano smentire l'ottimismo di facciata, con furti e rapine che ormai sono all'ordine del giorno. Secondo la Prefettura e i vertici di polizia, carabinieri e guardia di finanza, il fatto che Prato sia settima in Italia per numero di reati in rapporto ai residenti è colpa di un «vizio statistico». «Vizio - si spiega - derivante dalla particolare distribuzione demografica della popolazione sul territorio, che è tutta concentrata sul capoluogo. Dal momento che il livello di delittuosità è più basso nei piccoli centri, in questo tipo di classifiche vengono avvantaggiate province che, a parità di numero di abitanti, spalmano il dato demografico su un maggior numero di piccoli comuni». Prato dunque sarebbe penalizzata da un capoluogo dove si concentra la gran parte della popolazione e dei reati. Un altro dato che spiega il balzo in avanti nella classifica, secondo la Prefettura, è la propensione alla denuncia. Si fa l'esempio di Messina, che ha una popolazione provinciale di 650.000 abitanti e conta 10.378 denunce, mentre Prato, con circa 250.000 residenti, produce 7.100 denunce. «E' sintomatico che nella successiva tabella del medesimo quotidiano (il Sole 24 Ore, ndr) - sostiene la Prefettura - in cui si valutano i delitti più significativi per il mondo delle imprese e in cui l'indice della delittuosità è calcolato in base al rapporto dei reati ogni mille imprese, Prato si riveli tra le migliori realtà del Paese». Dunque, si sostiene, pur senza alimentare «inappropriati ottimismi», la situazione dell'ordine e della sicurezza «non deve ingenerare allarmismi». Tanto più che gli autori di molti omicidi di quest'anno, conclude la Prefettura, sono stati individuati. Ne mancano all'appello tre.
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