Il Tirreno

Prato

Ecco come Manuela Giardi si è trovata un impiego

Due diplomi ed esperienza ma il posto l'ha trovato usando i suoi contatti

Mar.Lar.

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 PRATO. Chissà dove sarebbe ora senza la cerchia di contatti giusti. Una trama di relazioni intessuta pazientemente, negli ambienti dove ha saputo "vendere" professionalità e curriculum.  Manuela Giardi, classe 1980, ha in tasca due diplomi di maturità: il primo come grafico pubblicitario conseguito al Datini nel 1999, l'ultimo come tecnico d'industria grafica portato a casa nell'estate scorsa, dopo aver deciso che forse era il caso di rimettersi a studiare per una chance in più. Oggi si dipana tra il mestiere di docente in progettazione grafica presso alcuni istituti pratesi e toscani, e le commesse che le vengono affidate da diverse aziende pratesi: dalle brochure alle agende, dai calendari agli stand espositivi, dai totem al packaging, dalle locandine alle shopper. Se del lavoro non si lamenta, di certo Manuela non deve ringraziare nè le agenzie interinali nè il Centro per l'impiego. Ha fatto tesoro del passaparola e della sua rete di conoscenze alternando alle collaborazioni a progetto il regime di libera professione. Il lavoro da dipendente è un miraggio.  «Il passaparola è vitale nel mio settore. Perchè un cliente che si trova bene fa poi in modo di introdurti e presentarti ad altre aziende. In un momento di precarietà generale, occorre stringere sempre nuovi contatti, senza mai fermarsi. Non si va avanti senza l'impegno e la determinazione nel cercare sempre». La chiamata del professore del Datini nel 2005, lo stesso con cui Manuela si era diplomata nel 1999 ed era rimasta in buoni rapporti, ha fatto sì che la giovane grafica si facesse un'esperienza anche dietro la cattedra. «Di curricula alle agenzie ne ho mandati in questi anni - racconta -. Ma non ho mai avuto contratti».

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