Il Tirreno

Prato

Poliziotto nei guai per concussione

Pasquale Petrella

Chiedeva soldi per i duplicati della patente, tra le vittime stranieri e anziani

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 PRATO. Era ritenuto una mela marcia nella questura di Ferrara e per questo era stato trasferito d'ufficio, come sanzione disciplinare. Ha continuato ad essere una mela marcia anche a Prato dove era arrivato nel maggio scorso e qui avrebbe commesso reati talmente gravi che la sanzione è stata molto più severa: ieri mattina gli è stato notificato un ordine di custodia cautelare con l'accusa di concussione ed è stato posto agli arresti domiciliari.  Era un sovrintendente impiegato nell'ufficio denunce ed è lì che si è reso protagonista degli episodi di concussionie. In pratica chiedeva soldi a tutti coloro, soprattutto extracomunitari e persone anziane, si presentavano per fare denuncia di smarrimento della patente di guida e richiesta del duplicato. Il poliziotto chiedeva duecento euro a pratica ma non aveva difficoltà a mercanteggiare la cifra e ad accontentarsi, come appurato in un caso, anche di dieci euro (quelli che la pensionata aveva nella borsetta in quel momento).  «Da una parte sono rattristato per un fatto così miserabile. Dall'altra sono soddisfatto perchè la polizia ha saputo eliminare questa mela marcia non appena avuto notizie su quanto stava accadendo», così il procuratore capo della Repubblica di Prato, Piero Tony, in conferenza stampa. Una frase che prende al volo il questore Filippo Cerulo, «Vorrei ringraziare personalmente la procura per aver permesso al personale della Squadra mobile di fare le indagini e di arrivare a conclusione in maniera celere e riservata. Il nome del poliziotto è stato iscritto nel registro degli indagati un mese fa, abbiamo fatto tutte le necessarie indagini, una settimana fa lo abbiamo trasferito di ufficio e stamattina (ieri ndr) gli abbiamo notificato l'ordine di custodia cautelare».  Una indagini rapina quindi, i cui dettagli li spiega Francesco Nannucci, dirigente della Squadra mobile. «Circa un mese fa un poliziotto ha raccolto la confidenza di una pensionata che era stata a fare la denuncia per lo smarrimento della patente di guida, che aveva raccontato di aver ricevuto la richiesta di soldi da parte di quel sovrintendente - ha raccontato il dottor Nannucci - Una richiesta peraltro strana perchè, aveva raccontato la donna, quel poliziotti era partito chiedendo duecento euro per i bolli ed il duplicato e si era accontentato poi di dodici euro, quelli che aveva nella borsa. A questo punto è partita l'informativa e abbiamo deciso di sentire tutti coloro che avevano presentato denuncia nell'ultimo mese. Andando a ritroso abbiamo ascoltato e preso a verbale tredici persone, otto delle quali hanno confermato di aver pagato dei soldi. Soldi che non erano assolutamente dovuti».  «A questo punto c'erano tutti gli elementi per configurare il reato di concussione - interviene il sostituto procuratore della Repubblica, Laura Canovai che ha diretto l'indagine - Ed è stato necessario il provvedimento restrittivo». Il sovrintendente quarantanovenne ha ricevuto ieri mattina, appena arrivato in ufficio, la notifica degli arresti domiciliari. Ha quindi preparato le valigie ed è stato accompaganto nella sua città di residenza dove resterà ai domiciliari in attesa dell'evolversi del procedimento. Nel frattempo la questura invita tutti coloro che nel presentare denuncia avessero avuto richieste di denaro di presentarsi in questura per formalizzare la denuncia contro il poliziotto infedele.

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