Il Tirreno

Prato

INTERVENTI

I sindacati dei bancari: «Offesi dall'articolo sulle rapine facili»

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 PRATO. Alle rappresentanze sindacali dei bancari Fiba-Cisl e Fisac-Cgil non è piaciuto l'articolo di Paolo Nencioni apparso ieri dal titolo "Rapina, basta la parola" in cui si dava conto della rapina avvenuta ai danni della Banca popolare di Vicenza di via Spontini, dalla quale due banditi hanno portato via 9.000 euro nonostante fossero entrambi disarmati.  I sindacati in una nota contestano alcune affermazioni contenute nell'articolo: in particolare che sia troppo facile fare le rapine in banca in assenza di alcun tipo di resistenza e che nei casi limite il comportamento dei dipendenti sia un incentivo alla commissione delle rapine.  «Premesso che questo modo di fare giornalismo è sì davvero un potentissimo incentivo alla commissione delle rapine - scrivono Fiba-Cisl e Fisac-Cgil - rileviamo che l'articolo è offensivo in primo luogo nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori che sono state le vittime della rapina, più in generale nei confronti dell'intera categoria. I rapinatori - probabilmente improvvisati e come tali ancora più pericolosi - hanno messo in atto non solo minacce ma atteggiamenti violenti nei confronti dei colleghi. Di fronte a tale comportamento e alla impossibilità di stabilire se essi fossero armati o no (come può il Nencioni sostenere con assoluta sicurezza che i banditi erano disarmati?) essi si sono comportati con encomiabile responsabilità, in coerenza con le disposizioni che l'azienda richiede ai propri dipendenti in simili frangenti, anche tenendo conto che in filiale erano presenti tre clienti una della quali in stato di gravidanza. Riteniamo quindi l'articolo del Nencioni approssimativo nella descrizione dei fatti e incauto nel giudicare il comportamento di colleghi che si sono al contrario comportati in maniera esemplare per tutelare l'incolumità propria e dei clienti».  Ogni critica è lecita e trova spazio su questo giornale. Quello su cui non possiamo essere d'accordo è che l'articolo in questione, come scrivono Fiba e Fisac, sia «un potentissimo incentivo alla commissione delle rapine».  Il Tirreno ha semplicemente raccontato come sono andate le cose e non ha potuto fare a meno di notare la stranezza di due banditi che riescono a svaligiare una banca senza nemmeno mostrare un'arma. Si può dire che i fatti, purtroppo, possano apparire come un incentivo a compiere il reato.  Il Tirreno, va ricordato, ha interpellato l'ufficio relazioni esterne di Bpvi e non ha ricevuto alcun tipo di risposta. Se la banca avesse avuto voluto raccontare una versione dei fatti alternativa a quella riferita dalle forze dell'ordine, avrebbe potuto farlo.  In ogni caso concordiamo sul fatto che in banca non c'è bisogno di eroi. L'incolumità di clienti e dipendenti viene prima della difesa del denaro. La cosa decisiva, come dicono gli esperti del settore, è rendere il più difficile possibile l'ingresso dei banditi in banca.  Ma non c'è dubbio che il sistema così com'è risulti facilmente vulnerabile, tanto da far sembrare spesso una rapina un semplice "prelievo". (p.n.)

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