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La festa si ripete da quasi 50 anni con tre interruzioni
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CARMIGNANO. Pochi giorni prima della festa molti carri sembrano ancora nude intelaiature. Ma alla fine magicamente si vestiranno di luci, colori e tessuti. All'ultimo tuffo (o quasi). Un po' per mantenere il segreto. Un po' perché le quattro contrade lavorano all'aperto e il rischio è che la pioggia rovini tutto. Il San Michele è anche questo. Nei cantieri si lavora fino all'ultimo minuto. E per molti la vera festa è anche questa. I soggetti scelti dalle quattro contrade li trovate sul sito www.festadisanmichele.it. Ma sono tracce misteriose: capire qualcosa è difficile. Ognuno ha la sua sensibilità e le sue tecniche. Quel che è certa è la partecipazione di un paese intero. Sfilano bambini di pochi mesi, in braccia alle mamme, e anziani con ottanta e più anni. Un nome su tutti: Gino Borgioli, scomparso ad agosto. Novanta primavere, in sessant'anni non si era mai perso un San Michele. Per una vittoria mancata si piange, a tutte le età. Ci si arrabbia pure, parecchio. Un attaccamento che spiega forse come la festa, nata nel 1932, sia sopravvissuta fino ad oggi: con tre interruzioni, lunghe alcuni anni, ma 47 edizioni oramai alle spalle. W.F.
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