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Export in ripresa, ma restano molte ombre
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Il presidente dellUnione industriale Riccardo Marini Il presidente Marini: «E' urgente avviare iniziative per lo sviluppo»
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PRATO. Prestazioni positive dell'export nel 1º semestre 2011, fiducia per il futuro ma anche molte incertezze e timori: questo il quadro che emerge da un lato dai dati Istat, dall'altro dal 'sentiment' degli imprenditori tessili pratesi reduci dalle fiere di questi ultimi giorni. La pubblicazione da parte dell'Istat dei dati del commercio estero relativi al 2º trimestre 2011 consente di fare il punto sulla prima metà dell'anno. Le elaborazioni sul distretto di Prato effettuate dall'Area studi dell'Unione Industriale Pratese evidenziano per il distretto un andamento positivo: nel semestre gennaio-giugno 2011 si è avuto rispetto allo stesso periodo del 2010 un incremento del +8,8% dell'export manifatturiero in valori. Un risultato buono ma non ottimo, inferiore alla media nazionale del tessile che supera il 14% e comunque più modesto rispetto all'exploit del 2010, pur condizionato da fattori quali la necessità di ripristinare le scorte dopo il picco della crisi nel 2009. Non rassicurante la tendenza in atto nell'ambito dello stesso 1º semestre 2011, visto che nel distretto pratese il 2º trimestre ha segnato +8% contro +9,9% del 1º. «I dati sull'export di Prato nel 1º semestre di quest'anno non devono preoccuparci fuori di misura - commenta il presidente dell'Unione industriale pratese Riccardo Marini - ma certamente sono un campanello di allarme, rappresentano la spia che siamo tutt'altro che fuori dalle sabbie mobili. Per questi ultimissimi mesi i segnali sono contrastanti: la stessa Istat indica per luglio una consistente caduta della produzione del tessile-abbigliamento nazionale, ma il dato delle ore lavorate nel tessile a Prato in quello stesso mese non è così negativo. La nostra Area studi registra infatti un -0,7%, definibile come una battuta di arresto e niente più». «Oggi con Première Vision - prosegue Marini - terminano le fiere tessili, dalle quali i pratesi tornano con fondati motivi di soddisfazione e di fiducia. Si può dire che fra gli operatori pratesi si percepisce un clima di preoccupazione non tanto o non soltanto per il proprio settore quanto per la situazione economica e finanziaria generale, ritenuta da tutti seria e rischiosa. Destano timori in particolare le prospettive per il credito, sia per quanto riguarda la disponibilità di liquidità da parte delle banche sia per le condizioni per la sua erogazione». «Preoccupante - prosegue il presidente Marini - poi la specifica situazione del nostro paese, di cui è specchio il ristagno del mercato interno, confermato anche dalle fiere. Avviare serie e concrete iniziative finalizzate allo sviluppo e alla crescita è un passo non più rimandabile. I messaggi forti inviati da Confindustria in merito sono largamente condivisi anche dagli imprenditori pratesi; me ne sono fatto personalmente portavoce oggi nella giunta della confederazione». Entrando in maggiori dettagli dei dati sull'export nel 1º semestre 2011, si evidenzia il ritmo sostenuto della crescita delle esportazioni di filati (+21,4%), mentre si confermano le eccellenti prestazioni dell'abbigliamento in tessuto (+26,0%): Prato è oggi la 9a provincia esportatrice in Italia per questa tipologia di prodotto. Bene anche la maglieria (+13,2%).
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