Il presidio
Un detenuto in attesa di espulsione
Preferisce il carcere al ritorno in Georgia
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PRATO. In Georgia, suo paese natale, non ci vuole più tornare. preferisce restare a scontare la pena, un anno e quattro mesi di reclusione per furto, nel carcere fiorentino di Sollicciano. Mamuka Zavrashvili, 33 anni, ha quindi chiesto al suo legale di presentare un'istanza al magistrato di sorveglianza di Firenze perché la pena, che inizialmente aveva chiesto fosse commutata dal carcere appunto alla reclusione, ora ritorni quella della galera. La spiegazione: in Georgia non ha più alcun parente, mentre a Prato vive la moglie anche se clandestina. Ma facciamo un passo indietro. Mamuka Zavrashvili, che aveva già riportato condanne con un paio di alias, il 10 aprile scorso viene fermato da una commessa del negozio Coin di Firenze mentre cercava di rimuovere la placca antitaccheggio a due bottiglie di profumo marca Chanel (valore 198 euro). Il georgiano dà una spinta alla commessa nel tentativo di fuggire ma viene bloccato dal personale di sorvegliana e poi arrestato dalle forze dell'ordine. Il 23 maggio viene processato. Lui stesso chiede il patteggiamento e la sostituzione della pena detentiva con l'espulsione. E così è: il giudice monocratico fissa la pena di 1 anno e 4 mesi di reclusione per poi sostituirla con l'espulsione dall'Italia per cinque anni. Passano i mesi ma il georgiano non viene espulso perché vi sono dei problemi a causa della mancanza di documenti di identità. Nel frattempo il georgiano ci ripensa: non vuole più tornare in Georgia perché i parenti si sono trasferiti. Improbabile però, a questo punto, che la sentenza possa essere modificata. G.C.
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