Il Tirreno

Prato

Intervento della squadra mobile in via del Purgatorio all’uscita dei bambini dalle scuole Collodi

«Un uomo col fucile accanto all'asilo»

Paolo Nencioni
L’intervento della polizia in via del Purgatorio In alto il giovane albanese portato in Questura
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L’intervento della polizia in via del Purgatorio In alto il giovane albanese portato in Questura

L'allarme delle mamme. Era un'arma giocattolo: denunciato un giovane

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 PRATO. «Correte, accanto all'asilo c'è un uomo armato di fucile!». L'allarme è scattato ieri intorno alle 13 in via del Purgatorio, pochi minuti prima dell'uscita dei bambini dalla materna Collodi. A chiamare la polizia sono state alcune mamme venute a prendere i figli a scuola.  Sul posto si è catapultata un'auto civetta della squadra mobile, con tutte le cautele del caso perché era una situazione potenzialmente esplosiva: la presenza dei bambini accanto al soggetto armato, la possibile difficoltà a neutralizzarlo senza mettere in pericolo i passanti.  Sul posto i poliziotti in borghese hanno individuato immediatamente l'"obbiettivo": un ragazzo ben vestito che teneva sulle ginocchia un fucile, come se nulla fosse, tra l'asilo nido Arcobaleno e la vicina farmacia Pittei (a poche decine di metri ci sono materne ed elementari della scuola Collodi). Il giovane è stato avvicinato senza dare nell'occhio e intimato a posare a terra l'arma, cosa che ha fatto senza opporre resistenza. Poi è stato messo in macchina e portato di corsa in Questura. Qualcuno, nel traffico dell'ora di punta, non si è nemmeno accorto di quello che stava succedendo.  In Questura il giallo è stato risolto in pochi minuti. Il giovane, 26 anni, albanese, ha detto che il fucile (come già accertato dalla polizia) è una riproduzione di un'arma soft air, cioè ad aria compressa, usata per i "giochi di guerra", ma non spara pallottole vere. Ha aggiunto che si era fermato in via del Purgatorio per aspettare la madre: insieme dovevano andare in un negozio specializzato per far riparare l'arma, che è rotta.  Poco dopo la madre ha confermato la sua versione. Il giovane è stato comunque denunciato perché è lo stesso che a giugno seminò il panico al Circolo Arci Favini di via Po con una pistola a salve. Insomma, è recidivo.  «Quando l'ho visto mi sono presa paura - racconta Federica, una delle mamme della Collodi - Era seduto col fucile sulle gambe e ogni tanto lo imbracciava e prendeva la mira verso la farmacia. Passando gli ho detto: "Non è che ti parte un colpo?". Lui mi ha risposto che non c'era il rischio».  Un'altra mamma protesta: «Questa zona non è sicura. Bisognerebbe che il Comune mettesse almeno un vigile urbano a vigilare all'uscita dei bambini da scuola».

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