Il Tirreno

Prato

Tutti i sindaci dal Prefetto: «Così non si può reggere»

Da sinistra Martini, Cecconi, Bugetti, Cirri, Borchi, Lorenzini, Marchi
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Da sinistra Martini, Cecconi, Bugetti, Cirri, Borchi, Lorenzini, Marchi

Presentato un documento: sono a rischio scuola, sociale, trasporti e opere pubbliche

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 PRATO. Il Comune di Vernio ha tre milioni di euro bloccati in banca e non li può spendere «per ripagare le imprese che hanno fatto lavori pubblici, rischiando così di farle saltare» dice il sindaco Paolo Cecconi, per i vincoli imposti dal patto di stabilità.  Al Comune di Poggio a Caiano, taglio dopo taglio, è rimasto un solo operaio «e da solo - spiega il sindaco Marco Martini - non riesce nemmeno a spostare un tavolo». L'anno prossimo il Comune di Montemurlo non saprà come far funzionare l'anagrafe «perchè andranno in pensione dieci dipendenti su 90 - racconta il sindaco Mauro Lorenzini - che non potremo rimpiazzare per il blocco del turn over previsto dalla manovra. Ma non è pensabile che io possa mettere un architetto o un ingegnere in quell'ufficio». E così anche per Cantagllo, Carmignano, Prato, Vaiano. Gli effetti della manovra sui Comuni sono un disastro annunciato. E proprio questo i 7 i sindaci del territorio, dopo aver indossato la fascia tricolore (Prato compreso con il vicesindaco Goffredo Borchi), sono andati a dire al Prefetto "armati" di un documento comune. Anzi al vicario Maurizio Celamo a Prato da poche settimane.  Che ha azzardato una lettura in positivo del decreto: possibilità per Regioni e Comuni di aumentare l'addizionale Irpef, passaggio del 100% del recupero dell'evasione se fatto dai Comuni, immediatamente abbandonata per la reazione del sindaci: «In una fase come questa - ha detto Borchi, l'unico esponente di un'amministrazione di centrodestra - e in un distretto che vive una crisi propria, è impensabile mettere ancora le mani in tasca ai cittadini».  Borchi, pur precisando che la sua era una partecipazione consapevole «perchè di misure straordinarie l'Italia ha bisogno» e pur contrario alla riconsegna simbolica della fascia nelle mani del Prefetto «perchè nei momenti di bisogno ci si deve essere» ha pur tuttavia chiesto un ripensamento sui tagli agli enti locali «doveroso perchè i Comuni sono stati i più virtuosi». Evasione, invece, bollata come «misura impraticabile» dal sindaco di Poggio «in quanto ai Comuni sono verranno dati nè strumenti nè risorse». E' stata Ilaria Bugetti, sindaco di Cantagallo a puntare il dito contro i 590 milioni di euro che lo Stato «sta per spendere, in un momento come questo, per il nuovo censimento» ed ha parlato, in relazione alla manovra «di un vero attacco alla democrazia».  Di trasporto pubblico locale «taglianto del 75%», di scuole a rischio di spesa sul sociale «che i Comuni non riusciranno più a reggere» ha parlato Annalisa Marchi mentre al sindaco di Carmignano Doriano Cirri è toccata la riflessione politica: «Questa manovra - ha detto - ha fatto saltare il patto che lega l'Italia. Se non ce ne sarà un altro più equo, si rischia una crisi drammatica anche sul fronte sociale».

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