Vernio. Donna vince la causa
Enel condannata per una bolletta da seimila euro
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VERNIO. La superbolletta di 6278,15 euro pagata all'Enel da parte di una cittadina di Vernio per un immobile non abitato non era dovuta. A stabirlo è stato il giudice monocratico del tribunale di Prato, Angela Maria Fedelino, che con una recente sentenza ha accolto il ricorso della signora, assistita dagli avvocati Maurizio Briganti e Giuseppe Piccioli di Prato. L'Enel è stata condannata non solo a risarcire la somma già indebitamente incassata ma anche a rifondere le spese legali (quasi 4mila euro). Somma che la proprietaria dell'appartamento di Vernio ha già recuperato. I fatti risalgono al 2007 quando Enel, senza richiedere il consenso e la presenza della proprietaria, provvede alla sostituzione del vecchio contatore con quello nuovo elettronico. Rispetto alle precedenti fatture per consumi presunti, con importi in genere oscillanti fra i 14 e i 28 euro, in quanto l'abitazione non era mai utilizzata, stavolta la proprietaria riceve una mazzata che la fa traballare: 6278,15 euro. Tanto consumo di energia elettrica per un edificio vuoto è apparso subito uno sproposito, generato, come hanno poi sostenuto i legali, da una probabile errata trascrizione da parte dell'operatore Enel. Il giudice ha ritenuto che l'Enel non sia stata in grado di dimostrare coi fatti, ovvero mostrando il vecchio contatore o una foto della lettura, che davvero i consumi fossero stati così elevati. La sola parola del letturista, in pratica il probabile autore dell'involontario errore, non è stata ritenuta sufficiente anche in considerazione dei bassissimi consumi addebitati nel periodo precedente e dei testimoni della proprietaria che hanno confermato che l'immobile era usato come magazzino e ripostiglio. Da qui la decisione del giudice di condannare l'Enel a restituire quanto già ricevuto, facendo così tirare un bel sospiro di sollievo alla signora di Vernio. G.C.
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