Il Tirreno

Prato

Le impressioni dei turisti in mezzo alla sfilata

E i costumi conquistano i musicisti inglesi

Al.Ag.
Il vescovo Simoni benedice i ceri
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Il vescovo Simoni benedice i ceri

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 PRATO. Turisti per caso. Sono quattro londinesi che ieri sera alle 20,45 si sono trovati in piazza del Comune e mentre ammiravano palazzo Pretorio sono stati rapiti dalla magia del Corteggio storico. Un evento tanto inatteso quanto piacevole.  «Siamo venuti a Prato - spiega Ben Williamson - attratti dalla cucina e dalle chiese. Non sapevamo di questa manifestazione, ma la seguiamo con piacere».  I quattro inglesi sono musicisti e stanno girando la Toscana per visionare l'acustica delle chiese. «Siamo rimasti incantati dalla Cattedrale, oggi poi era piena di gente. Effettivamente ci siamo chiesti il perché di tanta folla».  Spiegare a questi turisti il significato del Corteggio storico non è stato facile, ma i costumi dei figuranti hanno sicuramente contribuito a rievocare l'atmosfera. Meno apprezzato, forse perché il quartetto predilige la musica classica, il suono delle chiarine e dei tamburi. «Tornando a casa - spiega Williamson che continua a scattare fotografie con il telefonino - oltre al ricordo di edifici religiosi bellissimi e di una buona cucina, porteremo anche le immagini di questo strano Corteggio dove si unisce l'antico con il moderno». Sempre turisti, ma questa volta italiani, e più precisamente di Varese, la famiglia Dellavedova che è venuta in vacanza a Firenze e ha scelto di dormire a Prato. «E' stato un caso che ci siamo trovati in città per il Corteggio, ce ne hanno parlato in albergo questa sera e così siamo venuti».

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