Il Tirreno

Prato

In Comune il centrodestra non “boccia” il centro di ricerca

Creaf, asso nella manica di Cenni il sindaco punta sull'energia

Carlandrea Poli
Il Centro di ricerca
◗
Il Centro di ricerca

3 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. Il centrodestra ha le idee chiarissime sul Creaf, quando è in Provincia. «Si tratta di un carrozzone: liberiamocene» scandiscono quasi in coro Lega e Pdl dai banchi dell'opposizione a palazzo Banci-Buonamici. Quando, però, siedono nelle file di maggioranza - in Comune - quel tocco barricadiero da cavaliere dell'ideale soccombe di fronte all'istinto governista. Volete una prova? Prendete il vertice fra il sindaco e i partiti di centrodestra di ieri pomeriggio. Due ore e mezzo fitte di discussione per poi avere il timore di prendere una decisione. Tutte frecce nell'arco di Roberto Cenni, che ha carta bianca per dettare strategie e tattiche dell'amministrazione nel rapporto col mai nato centro di ricerca. Mentre Lega Nord e Fli vorrebbero smantellare il 10,8% di partecipazione per lasciare ogni carico politico al presidente della Provincia Lamberto Gestri, l'Udc chiede di restare dentro la nave nell'ipotesi di prendere la parte del nocchiero e condizionare la rotta e il Pdl naviga nella vaghezza. «Rimettiamo ogni decisione al sindaco» è il refrain del primo partito del centrodestra. E, lui, Roberto si prepara all'assemblea dei soci del 14 settembre - con all'ordine del giorno il voto sul management del centro e sull'ipotesi di far nascere il laboratorio di ricerca a braccetto coi cinesi - con lo spirito di chi vuole capire anzitutto quali sono le idee di sviluppo della Provincia e della Regione e se esistono spazi per proporre scenari alternativi. Prima però una stroncatura del fiorente dibattito in casa alleati: «Se cedessimo le quote verrebbe meno la mia preoccupazione da socio per il destino del Creaf, ma resterebbe ben viva come sindaco. Il risultato del lavoro di un centro di ricerca si ripercuoterebbe lo stesso sul tessuto produttivo nostrano». Pressoché una mossa propedeutica a lanciare la sua idea imprenditoriale per salvare sia il Creaf che le aziende pratesi dal pericolo di vedersi portare via anche quei pochi segreti che permettono loro di sopravvivere. «Sarebbe meglio uscire dalla dimensione del tessile per dare un senso all'esperienza del centro. Non c'è scritto da nessuna parte che non possiamo andare a incubare imprese o indirizzare la nostra ricerca in altri ambiti, dove magari il rischio per Prato è minore». Una visione nuova per superare anche la parziale apertura del 16 luglio scorso all'assemblea annuale di Cna. Questa volta, se nessuno gli porterà argomentazioni incontrovertibili sulle ricadute positive della collaborazione coi cinesi, è intenzionato a rompere gli schemi classici dell'economia pratese per puntare sul nuovo. «Io vedo con un certo interesse le imprese che si muovono sul territorio nel settore delle energie rinnovabili. A Prato ci sono aziende importanti in questo campo e potrebbero nascerne di robuste, allargando il discorso a tutto il distretto verde, nel segmento di riciclo dei rifiuti come materia prima. Il Creaf potrebbe ripartire da qui». Lo esporrà chiaramente davanti ai soci la prossima settimana.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web