Il Tirreno

Prato

Auto in sosta e nessun divieto la rimozione la ordina la Digos

Alessandro Pattume

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 PRATO. Nel giorno della Liberazione e dello sciopero della Cgil contro il Governo, il Comune si scorda dei cartelli di divieto di sosta in piazza delle Carceri. Così bastano tre auto parcheggiate davanti al Castello a suscitare, di prima mattina, l'indignazione dei partecipanti alla cerimonia per la Liberazione e poi, verso le 11, con l'arrivo del corteo Cgil, la preoccupazione della Digos. Che in in fretta e furia poi, per motivi di sicurezza, fa rimuovere le auto dalla piazza. E' solo una piccola ma emblematica disavventura in un Comune amministrato dal centrodestra. Una vista che probabilmente svista non è, sostenevano i maligni in piazza delle Carceri ieri mattina. E a ben guardare qualche dubbio rimane. Da dieci giorni, l'intero centro storico è infatti tappezzato di cartelli che annunciano divieti di sosta per il Corteggio storico in programma l'8 settembre. Un appuntamento che si ripete da decenni così come, due giorni prima, la cerimonia per ricordare la liberazione di Prato dall'occupazione nazifascista. I cartelli temporanei di divieto di sosta ci sono anche in piazza delle Carceri. Solo che riportano una sola data, e cioè quella di domani 8 settembre, giorno del Corteggio storico. «Si è trattato solo di un banale fraintendimento - spiega il comandante della municipale Andrea Pasquinelli - il divieto per il 6 settembre c'è eccome, solo che il cartello era poco intelleggibile». Però le cose non tornano. Se il divieto ci fosse stato davvero la polizia municipale, ieri mattina di buon'ora, avrebbe avuto l'obbligo di farle rimuovere. E mettiamo pure che col divieto presente non l'abbia comunque rimosse per qualche ragione. Allora perchè le auto non sono state portate al deposito ma solo spostate in piazza Santa Maria in Castello e non è stata fatta nemmeno una multa?

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