Il Tirreno

Prato

Il ponte di Gabolana è la foto più gettonata

Alessandra Agrati
Il sindaco di Vaiano Annalisa Marchi
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Il sindaco di Vaiano Annalisa Marchi

Continua il flusso di visitatori alla mostra "Ritratti del Novecento"

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 VAIANO. Successo di visitatori alla mostra "Cartoline e Ritratti dal '900. Alle origini del Comune di Vaiano", allestita nel Salone Consiliare, tanto che verrà prolungata fino alla fine dell'anno.  I 500 cataloghi stampati sono ormai terminati, il picco di affluenza si è avuto a luglio in occasione dello shopping serale, costante invece le presenze durante la settimana e il sabato mattina (gli orari coincidono con quelli di apertura dei servizi comunali), mentre nei prossimi giorni, in concomitanza con la riapertura delle scuole, verranno organizzate visite dedicate alle scolaresche e incontri con i personaggi che hanno fatto la storia di Vaiano.  Scegliere quale sia la foto più bella e significativa è un'impresa veramente difficile, anche se quella della ricostruzione del ponte di Gabolana, è particolarmente suggestiva.  I tedeschi durante la ritirata, fecero saltare molti collegamenti, tra questi anche il ponte simbolo di Vaiano.  La foto è del 1946, sullo sfondo si riconosce bene l'edificio del vecchio podere appartenente alla fattoria di San Gaudenzio e, verso destra, la fabbrica Lenzi, che nacque come fonderia di rame nel 1791 (poi fabbrica di piombi e ferriera ad opera di Francesco Buonamici).  Anche il ponte a groppa d'asino, che rimase in vita fino al 1944, era stato costruito nella stessa epoca. Siamo a pochi metri di distanza da dove oggi, nell'ambito dei lavori del secondo lotto della 325, si sta realizzando l'importantissima rotonda che regolerà il traffico, evitando rischi per chi si immette da Sofignano e, sulla base di un accordo tra Comune e Provincia di Prato, migliorando sensibilmente la viabilità di via dell'Apparita. Sessantacinque anni fa altri lavori riaprivano con il ponte di Gabolana il collegamento con quella che era destinata a diventare l'area industriale principale di Vaiano: la stessa che oggi è protagonista del progetto Fabbriche di Energia, con il consorzio di imprenditori che, in collaborazione con Comune di Vaiano e Provincia di Prato, è intenzionato a produrre energia e calore. Appena finita la guerra, le due sponde del Bisenzio a Vaiano erano collegate solo a guado, per primo fu realizzato un ponte di legno sul Bisenzio per congiungere il paese con la stazione ferroviaria.  "Era molto bello vedere i contadini che, con le loro bestie, trainavano gli abeti occorrenti alla costruzione e gli operai che davano aiuto all'opera con la loro capacità costruttiva» scrisse il primo sindaco di Vaiano Carlo Ferri.  Proprio il Ferri ebbe allora l'intuizione vincente: ricostruire uno solo dei due ponti che lungo viale Rosselli e via del Ponte Vecchio collegavano con la sponda opposta.  Con i soldi rimasti fu realizzato il ponte di via Mazzini (oggi denominato Ponte della Pace"), che di fatto aprì la possibilità di creare gli agglomerati della parte nuova di Vaiano.

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