Il Tirreno

Prato

«Questa manovra toglie i tirocini ai disoccupati»

Ambra Giorgi
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Ambra Giorgi

Giorgi lancia l'allarme con una lettera a parlamentari e categorie: «L'articolo 11 va cambiato»

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 PRATO. «Nella manovra anticrisi del Governo c'è un articolo di gravità inaudita che riduce drasticamente e drammaticamente la possibilità per i disoccupati di riconvertirsi e di trovare nuovo impiego. E' un danno pesantissimo per i lavoratori del distretto tessile. Non distruggiamo le buone pratiche, quell'articolo deve essere cambiato». E' questo il messaggio-appello che Ambra Giorgi, vicepresidente e assessore al Lavoro e Formazione della Provincia, ha inviato ai parlamentari pratesi Giacomelli, Lulli e Mazzoni, a consiglieri regionali, sindacati e a tutte le forze economiche, a partire dalle associazioni di industriali e artigiani chiedendo «di attuare tutte le forme di pressione necessarie affinché venga modificata una norma radicalmente sbagliata, che da un lato dichiara una finalità positiva e dall'altro realizza la limitazione di un diritto nei confronti di persone in cerca di lavoro».  «Mi chiedo cosa c'entra - scrive Giorgi - a fianco dei provvedimenti fiscali e alla riduzione dei costi della politica, una disposizione sui tirocini che non ha alcun effetto sulle casse dello Stato». Giorgi punta il dito sull'articolo 11 del decreto, dove si afferma che «i tirocini possono essere promossi unicamente a favore di neo-diplomati e neo-laureati». Non solo: oltre a neo diplomati e neo laureati i tirocini sono limitati esclusivamente a categorie svantaggiate e studenti. Inoltre, per chi ha conseguito il diploma o la laurea, la possibilità di essere presi in stage è limitata ai primi 12 mesi dalla fine degli studi: dopo questo periodo, l'inquadramento andrà effettuato con un vero e proprio contratto. Infine, i tirocini potranno avere durata massima di sei mesi. «L'intento dichiarato, e condivisibile, del ministero del Lavoro sarebbe quello di ridurre l'utilizzo dello stage, favorendo al contempo l'assunzione tramite contratti veri. Ma non si capisce come si possa conseguire tale obiettivo semplicemente limitando i tirocini», sottolinea preoccupata Giorgi.  Nello stesso appello Giorgi ricorda che soltanto nel corso del 2010 il Centro per l'impiego della Provincia ha promosso 580 tirocini per altrettanti lavoratori disoccupati e che il 50% di questi hanno trovato lavoro. «Togliere la possibilità ai disoccupati di svolgere un periodo di formazione direttamente "on the job", significa ridurre drasticamente le loro opportunità di riconvertirsi, acquisire una qualificazione e, quindi, di ritrovare un lavoro. Significa, più semplicemente, limitare fortemente il loro diritto a trovare un impiego. Una cosa di una gravità inaudita». Giorgi sottolinea che «in questi anni di crisi il tirocinio è stato uno dei più potenti strumenti di politica attiva del lavoro in mano ai servizi pubblici per l'impiego». «Al ministero del Lavoro, come pensano che siano stati riconvertiti i tanti lavoratori espulsi dall'industria tessile verso mestieri come l'assistente di base, il pizzaiolo, il pasticciere, il giardiniere; solo con lezioni teoriche svolte in aula? Come credono che, negli anni, siano stati socializzati al lavoro nell'industria laniera centinaia di lavoratori stranieri; solo con corsi di mediazione culturale?», chiede polemicamente la vicepresidente.

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