Il Tirreno

Prato

Arrestato il killer della confezionista

Paolo Nencioni
Arrestato il killer della confezionista

Preso in provincia di Treviso: ha confessato, voleva scappare all'estero

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Si è fermata a Istrana, dieci chilometri a est di Treviso nel cuore del Triveneto, la fuga del cinese ricercato dai carabinieri perché sospettato di aver ucciso la connazionale Wen Aiqin, 30 anni, nella notte tra lunedì e martedì della scorsa settimana nella sua confezione di via Attilio Nuti. L'uomo, 40 anni, di cui non è ancora stato reso noto il nome, è stato arrestato dai carabinieri di Treviso nella notte tra sabato e domenica nell'abitazione di alcuni connazionali che gli avevano dato ospitalità.  Portato in caserma, avrebbe già confessato di essere l'autore dell'omicidio di via Nuti, confermando anche la prima ipotesi fatta dagli inquirenti, e cioè che si era invaghito della sua ex datrice di lavoro, anche se finora i carabinieri hanno sempre detto che tra i due non c'era stata una vera e propria relazione. Il movente dell'omicidio potrebbe essere il rifiuto da parte di Wen Aiqin di soddisfare i desideri del connazionale.  Quest'ultimo si era da poco separato dalla moglie, che è tornata in Cina, e viveva lavorando qua e là nelle confezioni. La sua residenza ufficiale era in provincia di Pavia, ma a quell'indirizzo i carabinieri non hanno trovato nessuno.  Non è stato ancora spiegato come gli investigatori siano riusciti a seguire le tracce del sospettato. Probabilmente grazie al telefonino, ma non si può escludere che un aiuto sia arrivato anche dalla comunità orientale. Gli stessi carabinieri hanno sequestrato un paio di manifesti scritti in cinese nei quali si invitava chiunque a fornire indicazioni utili alla cattura del sospettato in cambio di una ricompensa, una sorta di taglia.  Sta di fatto che il quarantenne cinese non ha avuto nemmeno il tempo di sistemarsi dai suoi connazionali a Istrana. Sembra infatti che fosse arrivato in città da poco più di un'ora quando i carabinieri sono piombati nell'appartamento e hanno fatto scattare le manette. Prima, però, l'uomo ha cercato di scappare salendo sul tetto, ma si è trovato sbarrata la via di fuga e non ha potuto far altro che consegnarsi ai militari.  In caserma, come detto, ha fatto le prime ammissioni, che oggi dovrà ripetere nell'interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari, assistito dall'avvocato Daniele Panico. L'interrogatorio verrà probabilmente fatto per rogatoria e poi gli atti verranno trasmessi a Prato, dove il fascicolo delle indagini è in carico al sostituto procuratore Giuseppe Ledda.  Durante l'interrogatorio in caserma, il quarantenne cinese è apparso abbastanza confuso, non è chiaro se a causa dello choc per essere stato arrestato o per altri motivi. Oggi, dopo un paio di notti in cella, le sue affermazioni potranno essere un po' più precise.  Tra le cose che ha detto subito dopo l'arresto c'è anche la volontà di scappare all'estero. Si sarebbe fermato nella Marca trevigiana solo il tempo strettamente necessario per organizzare l'espatrio. Ma i carabinieri gli stavano addosso e non ne ha avuto il tempo.  All'appello, dunque, manca qualcosa di più sul movente che ha spinto il cinese a uccidere la sua connazionale e soprattutto l'arma del delitto. Tutti riscontri necessari per chiudere definitivamente il caso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web