Il Tirreno

Prato

Oggi a Cerreto Guidi l'ultimo saluto ad Andrea Calugi

Eleonora Barbieri
In alto Andrea Calugi qui sopra il picco Altissimo
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In alto Andrea Calugi qui sopra il picco Altissimo

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 CARMIGNANO. Si terranno questo pomeriggio a Cerreto Guidi i funerali di Andrea Calugi, l'ingegnere di 52 anni morto domenica pomeriggio sulle Apuane dove si trovava per una delle sue amatissime escursioni lungo quelle cime.  Il corpo dello sfortunato scalatore è stato esposto dal tardo pomeriggio di ieri nella sua casa in via Baccheretana a Seano.  L'uomo viveva con la moglie Alberta Desideri e i due figli gemelli non ancora maggiorenni. Dopo la cerimonia funebre, che inizierà alle 17,45 nella chiesa di Cerreto Guidi, suo paese natale a cui era legatissimo, Andrea Calugi sarà tumulato nel cimitero del Lazzeretto, frazione del comune fiorentino dove vive tuttora la mamma e il fratello.  Seano e Cerreto Guidi, due paesi divisi dal Monte Albano, ma uniti dall'amore per questo giovane tecnico delle Ferrovie dello Stato che in viale Fratelli Rosselli a Firenze si occupava di collaudi. A strapparlo all'affetto dei suoi cari sembra sia stata una semplice e tragica distrazione mentre scendeva dalla vetta dell'Altissimo che aveva raggiunto in mattinata insieme ad un amico. Ha messo male il piede, ha perso l'equilibrio ed è finito giù in un canalone. Un volo di quaranta metri. Per lui non c'è stato niente da fare. La tragica notizia è rimbalzata a Seano nel tardo pomeriggio di ieri. Roberto Rempi, medico e consigliere comunale d'opposizione, è corso a Massa per sostenere la cugina Alberta, in vacanza con tutta la famiglia in quelle zone. Andrea, schivo e riservato, non faceva vita mondana, ma sua moglie Alberta, seanese da generazioni è molto conosciuta nella popolosa frazione di Carmignano. Il suocero "Paolino" lo è ancora di più grazie alla sua attività di vendita di legna e gas in via San Giuseppe. Una famiglia già segnata da un recente dolore. La morte per infarto del fratello di Alberta, avvenuta cinque anni fa davanti alla locale farmacia come ricorda don Ernesto Moro, parroco di Seano: «Conosco bene Alberta e i ragazzi. So quanto hanno sofferto. Andrea non era praticante. Si affacciava solo per venire a prendere i figli». Anche i vicini sottolineano la sobrietà dello sfortunato ingegnere, ne ricordano la correttezza e la sua grande passione per le camminate in salita per i sentieri delle Apuane. Gli stessi che lo hanno tradito.

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