Il Tirreno

Prato

E' bello girare alle Cascine Ma i giochi sono rovinati e alcune zone degradate

Eleonora Di Maggio   (5- continua)
A destra, l’accesso transennato alla parte storica delle Cascine
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A destra, l’accesso transennato alla parte storica delle Cascine

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 PRATO. Grandi spazi verdi, viali alberati lussureggianti, percorsi all'interno del bosco per riscoprire la natura: sono molti e vari i pregi del Parco delle Cascine di Tavola. Purtroppo però, tutto questo è accompagnato da un'incuria che rende molte zone decadenti, se non pericolose.  Nuova puntata delle pagelle ai giardini pubblici, nel parco antico di secoli, che al di là dei difetti, conserva ancora una preziosa atmosfera d'altri tempi.  Le valutazioni delle pagelle del "Tirreno" si basano come al solito su cinque criteri: il verde, la pulizia, la sicurezza, i servizi offerti, la quantità e la qualità dei giochi per bambini.  Giungendo alle Cascine dall'abitato di Tavola, prima del cancello d'entrata, c'è un'area di sgambatura per cani. La zona recintata, seppur grande, è completamente esposta al sole, senza nemmeno un albero che possa donare refrigerio ai cani e ai loro padroni. In più manca una fontanella d'acqua, che parrebbe invece indispensabile in un luogo del genere. Accanto ai cancelli, un po' traballanti e chiusi alla meglio con delle catene, c'è un distributore di sacchetti per i bisogni dei cani, che però è vuoto. Sono ricolmi invece i cestini per i rifiuti.  Camminando all'interno dell'area si nota che la recinzione è rotta in più punti. Inoltre, fate attenzione a dove mettete i piedi: a causa dell'inciviltà di alcuni padroni, non è difficile incappare in ricordini poco piacevoli. Anche sedersi risulta complicato: di panchine nemmeno l'ombra, e le poche sedie arrangiate che troviamo sono in condizioni pessime.  Spostandoci più avanti verso il cancello d'entrata al parco vero e proprio, c'è la zona con i giochi per i bambini. Ma è totalmente inadatta a ospitare le famiglie, poichè le strutture sono rotte o pericolanti. Basta spingere sui telai delle altalene, ad esempio, per notare che non sono ancorate al terreno, e che quindi potrebbero rovesciarsi facilmente. Le sedute, inoltre, sono completamente distrutte.  Poco sicure anche le altalene con i copertoni, i cui telai di legno si sono spaccati lasciando fuoriuscire i chiodi metallici che sorreggono le catene.  Distante soltanto pochi metri, spicca una struttura per l'arrampicata, che però è invasa dalle formiche: gli animaletti, lunghi quasi un centimetro, sbucano fuori da ogni spazio, e ciò fa pensare che vi si siano insediati stabilmente. Chi non fosse schizzinoso stia comunque attento, poichè molti degli appigli sono rotti o mancanti, e in più punti spuntano pericolosamente dei chiodi arrugginiti.  Gli scivoli si trovano in condizioni ancora peggiori: il terreno sotto, cedendo, li avviluppa, e gran parte delle strutture è distorta e pericolante. I tetti delle zone rialzate sono rotti, molte assi mancano del tutto, e grosse schegge di legno sembrano aspettare soltanto la mano di un bambino. Lo stesso si può dire del camminamento su corda, dove il rivestimento dei cavi metallici si è consumato, rendendoli pericolosi.  Ci avviciniamo al cancello, dove troviamo la prima fontanella d'acqua della zona, davanti alla quale almeno una decina di persone aspetta di potersi rinfrescare.  Entrando nel parco si apre subito uno spazio verde a perdita d'occhio, con strutture sparse qua e là per gli esercizi ginnici. Peccato che anch'esse siano instabili a causa dei cedimenti del terreno. Costeggiando le mura si vedono cartelli arrugginiti, abbattuti e lasciati sul terreno, oppure appoggiati dove capita. Lo stesso muro è crollato in più punti, e le macerie sono ben visibili, così come la varia sporcizia abbandonata.  Addentrandosi nel parco tutto si fa più pulito e in ordine: sui vialetti alberati ci sono molte panchine su cui riposare all'ombra, tutte in ottimo stato, le fontanelle funzionano e non ci sono rifiuti in terra. In compenso, i cestini sono stracolmi.  Proseguendo nel boschetto poco lontano, si notano molti punti pericolosi: a terra ci sono rami, pali in legno rotti e acuminati, pietre e macerie. Costeggiando quello che pare il vecchio letto di un torrentello, ora invaso dalle erbacce, è necessario tenersi lontani dal ciglio poichè non vi sono barriere che proteggano da una caduta.  Il passo è sbarrato invece attorno agli edifici pericolanti che punteggiano il parco, tutti recintati e con cartelli che vietano il passaggio. Nonostante l'attenzione ai propri passi, però, passeggiare nelle Cascine rimane rilassante e suggestivo.  La pagella. Verde: 10/10. Pulizia: 8/10. Sicurezza: 4/10. Servizi: 6/10. Giochi: 2/10. Voto complessivo: 6/10.

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