Il Tirreno

Prato

Che cosa accadrà nei piccoli comuni. La reazione del sindaco di Vernio

«Macché taglio alle poltrone, le nostre sono soltanto sedie»

Da sinistra il sindaco di Cantagallo Ilaria Bugetti di fianco il sindaco di Vaiano Annalisa Marchi Sopra in alto il sindaco di Vernio Paolo Cecconi e sotto il sindaco di Poggio Marco Martini
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Da sinistra il sindaco di Cantagallo Ilaria Bugetti di fianco il sindaco di Vaiano Annalisa Marchi Sopra in alto il sindaco di Vernio Paolo Cecconi e sotto il sindaco di Poggio Marco Martini

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  POGGIO A CAIANO. Vaiano esulta. Poggio a Caiano ci spera. Cantagallo conquista una posizione e Vernio si mette l'anima in pace. E' il quadro, ad oggi, dei Comuni pratesi sotto i diecimila abitanti su cui si abbatterà la scure del Governo in termini di numero d'assessori e di consiglieri.  Secondo la manovra appena licenziata dal Consiglio dei ministri, i Comuni con popolazione tra i mille e i tremila abitanti non potranno avere più di due assessori e di cinque consiglieri, tra i tremila e i cinquemila tre assessori e sette consiglieri e tra i cinquemila e i diecimila quattro assessori e nove consiglieri. Cominciamo dall'osservare che gli uffici anagrafe di ciascun municipio certificano una realtà diversa da quella ipotizzata secondo i dati del precedente censimento. Il caso più eclatante è Vaiano che al 31 luglio conta 10003 residenti. Questo significa salvezza. Se al 31 dicembre la popolazione continuerà a superare tale soglia, il Comune non dovrà rinunciare ai suoi sei assessori e ai sedici posti in Consiglio comunale. Se scendesse al di sotto invece, perderebbe due assessori e sette consiglieri. In corsa per superare il traguardo dei diecimila abitanti c'è soprattutto Poggio a Caiano che lo sfiora ma per una cinquantina di unità, ad oggi, non riesce a oltrepassarlo. Secondo l'ufficio Stato civile i residenti al 31 luglio sono 9938.  Attualmente Poggio ha cinque assessori e sedici consiglieri. Ne perderebbe rispettivamente uno e sette. Il sindaco Marco Martini comunque, non sembra turbato da questo aspetto della manovra quanto dai tagli agli enti locali: «Si tratterebbe di un risparmio irrisorio perchè i nostri assessori percepiscono un'indennità di circa 400 euro al mese e i consiglieri neanche di dieci euro a Consiglio. Siamo dei veri e propri volontari della politica. - spiega Martini - Questa è una grande operazione demagogica. Una manovra iniqua che colpisce i deboli e che non porta niente sul fronte dello sviluppo». I dati aggioranti degli uffici anagrafe sono positivi anche per Cantagallo che riesce a superare la soglia dei tremila abitanti per 111 unità conquistando così una boccata di ossigeno. In questo modo il Comune, che ha quattro assessori non ne perderà più la metà, ma solo uno, mentre i consiglieri da undici diventeranno sette e non cinque. Meglio di niente.  Il Comune più sereno sul fronte soglie, è senz'altro Vernio. I suoi 6213 abitanti lo mettono al riparo da eventuali "campagne acquisto" di residenti perchè è lontano sia dal tetto superiore che inferiore. Oggi ha cinque assessori e sedici consiglieri. Domani rispettivamente quattro e nove. «Vorrei far presente - spiega il sindaco Paolo Cecconi - che due dei miei assessori avevano diritto al raddoppio dell'indennità che è di 405 euro, ma che vi hanno rinunciato per non gravare sulla spesa. E' un taglio che non incide assolutamente. I consiglieri prendono dieci euro nette a consiglio, neanche il rimborso della benzina. Non sono poltrone, ma semplici sedie per volontari puri». E.B.

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