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«Un viadotto non ricuce la città»
Diego Blasi
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Maurizio Calussi consigliere comunale del Pd I consiglieri Pd, Calussi e Biffoni, contrari al progetto approvato
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PRATO. Fa discutere il progetto dell'ufficio tecnico del Comune e fatto proprio dall'assessore alle Grandi opere Filippo Bernocchi, che prevede la realizzazione di un viadotto da 300 metri sulla famigerata declassata tra via Marx e via Nenni. Una proposta, questa, che secondo il consigliere comunale Pd Matteo Biffoni, membro della Commissione urbanistica «risolve solo parzialmente il problema». «Non si tratta assolutamente di una soluzione urbanistica - spiega Biffoni -, con il viadotto si andrà a favorire solo la viabilità senza però risolvere i problemi concernenti la riqualificazione dell'area». Il consigliere Pd è invece favorevole all'interramento parziale della declassata, che garantirebbe uno sviluppo urbanistico complessivo e sostenibile economicamente. «Non è certo con un cavalcavia che si ricuce quel tratto di città - continua -. Urbanisticamente si produrrebbe un non-luogo, mentre con l'interramento vi sarebbe il modo di favorire l'emergere di zone verdi e spazi fruibili per i cittadini residenti; ovviamente, verrebbero soddisfatti anche i requisiti per garantire una regolare viabilità». Un progetto, quello dell'interramento parziale, che «fino al 23 di giugno - fa notare il consigliere - andava bene» ma che ora viene invece sostituito. «Inoltre - precisa ancora Biffoni - stupisce che le risorse necessarie all'interramento siano lievitate, quando nella delibera presentata dalla giunta in consiglio comunale il costo dell'infrastruttura era pressoché lo stesso del viadotto». Alla base del ragionamento dell'assessore Bernocchi, secondo il consigliere comunale Pd Maurizio Calussi, vi sarebbero motivi di scadenza elettorale - le prossime amministrative sono infatti previste nel 2014 e il viadotto potrebbe esser inaugurato proprio durante la campagna elettorale - «così facendo - puntualizza il consigliere - si rischia di penalizzare un idea complessiva di miglioramento della città». «Voler bene al territorio - incalza ancora Calussi - impone di non proporre un progetto settoriale i cui cardini fondamentali siano solamente la fluidità della circolazione durante il cantiere e le elezioni del 2014. La politica deve mirare più in alto con progetti che siano lungimiranti, senza limitarsi a soluzioni frettolose che potrebbero condannare un pezzo di città per i prossimi decenni». I due consiglieri si interrogano inoltre su come sia possibile che l'ingegneria del 2011 non riesca ad arginare i problemi relativi al sistema fognario, che secondo Bernocchi rappresentano un freno decisivo all'interramento. «In tutte le città europee - concludono - vengono fatte buche e si effettuano interramenti per donare spazi alla città, qui invece si ritorna ad una logica anni '60 proponendo un cavalcavia».
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