Il Tirreno

Prato

IN CENTRO

Ecco gli altri monumenti presi di mira con lo spray

Mar.Lar.

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 PRATO. Sono simboli della Prato che fu, tracce preziose di un passato che quotidianamente scorre davanti ai nostri occhi mentre attraversiamo frettolosamente il centro. Non tutti però vogliono bene ai nostri monumenti religiosi, trovando chissà quale diletto nello sporcarli a colpi di pennarelli e bombolette spray. Il caso della Basilica delle Carceri è il più eclatante. Ma basta un piccolo tour fra chiese e chiesette del centro storico per capire che il vizio di imbrattare è duro da morire. Uno spettacolo non proprio edificante per i turisti che in questi giorni visitano la città alla scoperta dei suoi tesori storici e artistici. Cupido colpisce ancora sulla parete laterale della chiesa di San Domenico, dove campeggia in blu la scritta "Dardino ti amo". Anche la facciata della chiesa di San Niccolò, davanti agli uffici dell'anagrafe comunale, non rende giustizia allo splendore del suo passato trecentesco. Lo scempio è dato una svastica e da un messaggio indecifrabile in giallo. E che peccato vedere imbrattata di caratteri neri indecifrabili anche la chiesa di Santo Spirito in via Silvestri, davanti a piazza del Collegio. Risalente al 1340, ospita persino una "Presentazione al Tempio" (1468) della bottega di Filippo Lippi.

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