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LE INDAGINI
Il giallo delle armi lontane Imad potrebbe essersi trascinato
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I rilievi dei carabinieri 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Sono ancora numerosi i punti da chiarire nella tragedia di via Ariosto, in attesa dei risultati degli esami scientifici affidati ai carabinieri del Ris e delle attività delegate ai colleghi del Comando provinciale dai sostituti procuratori Eligio Paolini e Roberta Pieri. Ma il fatto stesso che i due magistrati siano ufficialmente in ferie lascia pensare che un'idea se la siano già fatta. Al momento i rilievi compiuti sulla scena del delitto e i primi risultati delle autopsie spingono decisamente verso l'ipotesi dell'omicidio-suicidio. In particolare i segni lasciati sui corpi sarebbero compatibili con un colpo di fucile esploso da distanza ravvicinata contro Sara Baldi, probabilmente uccisa nel sonno, mentre Imad Merouane potrebbe essersi ucciso con un colpo sparato dal basso verso l'alto dopo essersi ferito in varie parti del corpo (ferite superficiali di coltello sono state trovate al volto, a un polso e all'addome). Chiarito il particolare dei due fucili portati via dall'appartamento (il padre lo spiega nel pezzo a fianco), resta da capire perché i due fucili (uno funzionante, l'altro parzialmente smontato) siano stati trovati in camera, ad alcuni metri dai corpi. Lo dice lo stesso Roberto Baldi. La spiegazione potrebbe essere che il colpo di fucile non abbia ucciso all'istante Imad Merouane, ma gli abbia consentito di trascinarsi verso la trapunta dove giaceva il corpo di Sara Baldi. Questo particolare ha fatto pensare agli inquirenti a un'altra manipolazione della scena del delitto, ma non ci sono motivi razionali per i quali il padre potrebbe aver raccontato di aver trovato le armi in un posto diverso da dove erano. Decisivi, alla fine, saranno i risultati dello "stub", attesi tra qualche giorno, mentre sembra definitivamente tramontata l'ipotesi di un terzo uomo.
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