Il Tirreno

Prato

Nell'area didattica del museo di Artimino un centro polifunzionale

Museo di Artimino, il centro didattico in costruzione
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Museo di Artimino, il centro didattico in costruzione

L'idea del Comune di Carmignano che a settembre comincerà una serie di consultazioni con i cittadini

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 CARMIGNANO. La protesta era scoppiata giusto un anno fa, «Troppo invadente quell'edificio di tre piani - avevano gridato alcuni cittadini, a proposito del centro didattico del nuovo museo archeologico in costruzione ad Artimino - più invadente delle vecchia scuola demolita: una gabbia di cemento armato che svetta sulla collina»  Addirittura un ecomostro, secondo alcuni. Il Comune era andato avanti con i lavori, spiegando che il nuovo edificio in fondo era meno di due metri più alto delle vecchia scuola dismessa, che un piano sarebbe stato interrato - a dire il vero solo parzialmente - e che la facciata sarebbe stata rivestita a bozze, per addolcirne l'impatto. Ma un anno dopo il Comune ha deciso di consultare i cittadini per chiedere loro come ultimare l'opera: per valutare insieme le diverse tecniche con cui realizzare rivestimenti e infissi, che assieme ad impianti ed interni sono l'unica cosa che manca per finire. Magari trasformando le pareti in muri di erba e rampicanti, per nascondere l'edificio. «Abbiamo alle spalle un'ampia esperienza di progettazione partecipata su scuole e giardini» spiega l'assessore ai lavori pubblici e vice sindaco Elisa Drovandi. Ma gli incontri con i residenti di Artimino, confessa, serviranno anche a spiegare meglio ai cittadini l'importanza e l'utilizzo dell'opera. Perchè se è sicuro che ospiterà il centro didattico del museo - una depandance senza cui l'antiquarium inaugurato a marzo, rischia presto di diventare stretto - l'edificio potrebbe essere anche utilizzato come un vero centro polifunzionale. E anche di questo sarà discusso con i cittadini. Gli incontri, più di uno, inizieranno a settembre e andranno avanti fino ad ottobre. Poi occorrerà decidere. Perchè entro luglio l'opera deve essere pronta: altrimenti addio al contributo della Regione, che su una spesa probabile di 800 mila euro ne ha finora messi almeno 450 ed altri 900 per il resto del parco archeologico.

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