Nella casa dei fidanzati uccisi tracce biologiche di altre persone
La squadra dei Ris: "Ci saranno novità". Parla un vicino: "Mia figlia quella notte ha sentito un colpo"
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PRATO. «Al momento tutte le ipotesi restano aperte e non si può parlare con sicurezza di duplice
omicidio». A dirlo è Eligio Paolini, il magistrato della procura di Prato che insieme a Roberta Pieri sta coordinando le indagini sulla morte di Sara Baldi, 23 anni, e del compagno Imad Merouane, marocchino di 28 anni.
IL PUNTO Tutte le ipotesi del giallo di Prato di Ilenia Reali
"HO SENTITO UN COLPO". Per la prima volta un vicino di casa rompe il silenzio e dice questa mattina racconta che la figlia che dorme nella stanza confinante con l'appartamento dei fidanzati la notte tra lunedì e martedì all'ora in cui il medico legale fa risalire la morte dei due (circa l'una) ha udito uno scoppio e non ci ha fatto caso perché spesso dall'azienda tessile cinese che si trova dall'altra parte della strada vengono dei rumori (portoni che sbattono, qualcosa che cade, bauliere di furgoncini che chiudono).
TERZE PERSONE. «Ci saranno delle novità». È questa l'unica frase che si fa strappare la squadra dei Ris all'uscita dalla palazzina di via Ariosto dopo i rilievi nell'appartamento dove martedì mattina il padre di Sara Baldi ha trovato il cadavere della figlia. Nel piccolo appartamento le tute bianche hanno trovato tracce che appartengono a terze persone. Sembrerebbe addirittura che oltre alle tracce biologiche dei due cadaveri ce ne siano di appartenenti ad altre persone. Più persone. Un dato questo che darebbe una significativa svolta alle indagini.
Sembra scontato che quello di ieri non rimarrà l'unico sopralluogo: la squadra specializzata dovrà infatti tornare nell'appartamento di via Ariosto e dovrà anche controllare l'auto utilizzata dal padre di Sara Baldi che ieri è stata sequestrata, insieme a due fucili. Inoltre si dovrà capire che tipo di cartucce sono state utilizzate per uccidere i due, comprendere dall'analisi del dna e dalle impronte quante persone erano presenti in quell'appartamento al momento della morte dei due giovani.
COME E' MORTO IMAD? È invece già stabilito dall'autopsia che mentre Imad potrebbe essersi sparato da solo questo, per il tipo di colpo, non è ipotizzabile per la ragazza. In ogni caso sul corpo del ragazzo sono state effettuate delle radiografie per vedere se ci sono pallini del fucile nella testa: questo servirebbe a capire l'inclinazione dello sparo, per definire se l'uomo può essersi ucciso da solo o se invece è stato ucciso. Per la stessa ragione l'esame dello stub (ex guanto di paraffina) - già svolto sul padre della ragazza che ha trovato i due corpi - è stato eseguito anche sui cadaveri.
LO ZIO, «SPERO NON SIANO MOTIVI DI RAZZISMO». Imad Merouane, «voleva sposarsi a settembre, e andare a vivere e lavorare in Germania». Lo ha detto M'Hamed Lekroune, definitosi padre "adottivo" del giovane che oggi a Prato ha spiegato di essersi fatto un'idea sulla morte dei due giovani: «non c'è nessun segno di scasso nella casa. Potrebbe essere un delitto maturato nel contesto familiare». Motivi di razzismo? «Forse, voglio essere sicuro che non ci siano. Chiederemo giustizia e vogliamo organizzare una fiaccolata a Prato contro il razzismo e la gelosia per richiamare l'attenzione su questi fenomeni».
Rintracciato ieri a Genova dove vive e presiede l'associazione 'Italia Colorata' per i diritti degli immigrati, e avvisato di quanto successo al nipote, Lekroune è stato invitato a presentarsi a Prato per nominare un consulente prima dell'autopsia sul corpo del giovane. Arrivato davanti al palazzo in via Ariosto, prima di andare dai carabinieri ha spiegato che l'idea di trasferirsi in Germania Merouane l'aveva più volte ribadita alla zia, sorella dello stesso Lekroune, che gli ha fatto da "mamma adottiva", mentre la vera madre del 28enne è rimasta in Marocco: «voleva andarci con Sara, che amava molto. Non so perchè ma mia sorella mi ha assicurato che era un'intenzione pressante».
Domani l'uomo tornerà a Prato per chiedere alla procura di poter portare la salma del giovane in Marocco.
omicidio». A dirlo è Eligio Paolini, il magistrato della procura di Prato che insieme a Roberta Pieri sta coordinando le indagini sulla morte di Sara Baldi, 23 anni, e del compagno Imad Merouane, marocchino di 28 anni.
IL PUNTO Tutte le ipotesi del giallo di Prato di Ilenia Reali
"HO SENTITO UN COLPO". Per la prima volta un vicino di casa rompe il silenzio e dice questa mattina racconta che la figlia che dorme nella stanza confinante con l'appartamento dei fidanzati la notte tra lunedì e martedì all'ora in cui il medico legale fa risalire la morte dei due (circa l'una) ha udito uno scoppio e non ci ha fatto caso perché spesso dall'azienda tessile cinese che si trova dall'altra parte della strada vengono dei rumori (portoni che sbattono, qualcosa che cade, bauliere di furgoncini che chiudono).
TERZE PERSONE. «Ci saranno delle novità». È questa l'unica frase che si fa strappare la squadra dei Ris all'uscita dalla palazzina di via Ariosto dopo i rilievi nell'appartamento dove martedì mattina il padre di Sara Baldi ha trovato il cadavere della figlia. Nel piccolo appartamento le tute bianche hanno trovato tracce che appartengono a terze persone. Sembrerebbe addirittura che oltre alle tracce biologiche dei due cadaveri ce ne siano di appartenenti ad altre persone. Più persone. Un dato questo che darebbe una significativa svolta alle indagini.
Sembra scontato che quello di ieri non rimarrà l'unico sopralluogo: la squadra specializzata dovrà infatti tornare nell'appartamento di via Ariosto e dovrà anche controllare l'auto utilizzata dal padre di Sara Baldi che ieri è stata sequestrata, insieme a due fucili. Inoltre si dovrà capire che tipo di cartucce sono state utilizzate per uccidere i due, comprendere dall'analisi del dna e dalle impronte quante persone erano presenti in quell'appartamento al momento della morte dei due giovani.
COME E' MORTO IMAD? È invece già stabilito dall'autopsia che mentre Imad potrebbe essersi sparato da solo questo, per il tipo di colpo, non è ipotizzabile per la ragazza. In ogni caso sul corpo del ragazzo sono state effettuate delle radiografie per vedere se ci sono pallini del fucile nella testa: questo servirebbe a capire l'inclinazione dello sparo, per definire se l'uomo può essersi ucciso da solo o se invece è stato ucciso. Per la stessa ragione l'esame dello stub (ex guanto di paraffina) - già svolto sul padre della ragazza che ha trovato i due corpi - è stato eseguito anche sui cadaveri.
LO ZIO, «SPERO NON SIANO MOTIVI DI RAZZISMO». Imad Merouane, «voleva sposarsi a settembre, e andare a vivere e lavorare in Germania». Lo ha detto M'Hamed Lekroune, definitosi padre "adottivo" del giovane che oggi a Prato ha spiegato di essersi fatto un'idea sulla morte dei due giovani: «non c'è nessun segno di scasso nella casa. Potrebbe essere un delitto maturato nel contesto familiare». Motivi di razzismo? «Forse, voglio essere sicuro che non ci siano. Chiederemo giustizia e vogliamo organizzare una fiaccolata a Prato contro il razzismo e la gelosia per richiamare l'attenzione su questi fenomeni».
Rintracciato ieri a Genova dove vive e presiede l'associazione 'Italia Colorata' per i diritti degli immigrati, e avvisato di quanto successo al nipote, Lekroune è stato invitato a presentarsi a Prato per nominare un consulente prima dell'autopsia sul corpo del giovane. Arrivato davanti al palazzo in via Ariosto, prima di andare dai carabinieri ha spiegato che l'idea di trasferirsi in Germania Merouane l'aveva più volte ribadita alla zia, sorella dello stesso Lekroune, che gli ha fatto da "mamma adottiva", mentre la vera madre del 28enne è rimasta in Marocco: «voleva andarci con Sara, che amava molto. Non so perchè ma mia sorella mi ha assicurato che era un'intenzione pressante».
Domani l'uomo tornerà a Prato per chiedere alla procura di poter portare la salma del giovane in Marocco.
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