Il Tirreno

Prato

Inaugurazione stasera per il locale voluto dal nipote in via S. Trinita

Le ricette di nonno Cafiero tornano a vivere in trattoria

Maria Lardara
Le vetrine del ristorante lungo via Santa Trinità
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Le vetrine del ristorante lungo via Santa Trinità

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 PRATO. Cafiero era il nonno cuoco, quello che per quarant'anni ha deliziato il palato degli industriali pratesi nello storico circolo dei Misoduli in via Pugliesi. Le vecchie tradizioni di famiglia non si dimenticano e adesso tocca al nipote Enrico, imprenditore e consulente di stile nel tessile, mettersi ai fornelli tirando fuori dal cassetto ricette "polverose" ma uniche, espressione della cucina pratese di mezzo secolo fa. Passato e presente s'incontrano negli ambienti della trattoria che s'inaugura oggi alle 19.30 in via Santa Trinita (ingresso da vicolo de'Neroni 4), nel salotto buono di Prato, a pochi metri dalla casa di via Sant'Orsola dov'è nato Enrico Mancantelli. Non una trattoria qualunque, ma "Cafiero La Trattoria" in omaggio al nonno che ha gestito il ristorante ai Misoduli fino agli anni Sessanta e al recupero di una certa tradizione a tavola, spesso un po' dimenticata. In questa operazione imprenditoriale, Mancantelli ci ha messo il cuore, coinvolgendo nell'avventura altri quattro soci (Elena Franceschini, Alessandra Carradori, Valter Dubex e un quarto socio di professione cuoco), con alcuni dei quali condivide la provenienza dal tessile.  Ma l'intuizione è venuta a lui, Enrico. Una bella dose di creatività, la stessa che lo ha ispirato nell'arredare 250 metri quadri di locale con 80 coperti (ha persino disegnato le lampade), gli viene dall'esperienza dentro "Artex sas" (è il titolare) prestando consulenza commerciale e stilistica per lanifici.  «Negli ultimi anni avevo creato una collezione di abbigliamento con il marchio "Unbasic": ho fatto alcune edizioni di Pitti Uomo ma per il momento, complice la crisi, l'attività di confezione è congelata. E poi - sorride Enrico - avevo un sogno nel cassetto da realizzare. Mi piaceva questo spazio, tanto che ci avevo buttato gli occhi da tempo. Sono nato a due passi, in via Sant'Orsola, e fino a 25 anni ho vissuto dentro le mura». La trattoria dedicata a nonno Cafiero proverà a rianimare via Santa Trinita, dove i fondi sfitti ancora abbondano. Lì, all'angolo fra vicolo de'Neroni e via Santa Trinita, il bandone era rimasto abbassato (una volta c'era un pub) per 5 anni. L'arredo curato in ogni minimo dettaglio si sposa con il pregio storico dell'edificio, visibile dalle volte affrescate dell'ampio salone dell'accoglienza. Un ambiente multifunzionale dove ogni stanza ha una sua peculiarità nel segno del basic-chic (non manca il giardino interno). Si potranno gustare ricette di pietanze tradizionali come le cucinava nonno Cafiero e nonna Romelia, ammirando una parete di dipinti ispirati alla pop art o di scatti in bianco e nero. Oppure si potrà scegliere di consumare in un'atmosfera post-industriale, all'ombra di una parete che rievoca tanto una vecchia fabbrica.

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