Il Tirreno

Prato

Fidanzati trovati in casa massacrati a coltellate

Ilenia Reali
Fidanzati trovati in casa massacrati a coltellate

I corpi di Sara Baldi, 23 anni, e il convivente Imad Merouane, 28 anni, ritrovati su un letto. Sangue in tutta la casa. Un giallo con tre ipotesi: omicidio-suicidio, lotta mortale, duplice omicidio

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E' entrato nell'appartamento con le sue chiavi e ha trovato il corpo della figlia in salotto adagiato su un lenzuolo. Al suo fianco, nella stessa posizione, il compagno. Corpi composti ma martorizzati dai colpi di coltello. La casa devastata. Sulle pareti, sui pavimenti, sul soffitto, ovunque, sangue.
Il padre, che abita con la propria madre, al piano terra del terratetto di via Ariosto, nelle vicinanze del centro di Prato, doveva accompagnare la figlia a lavoro. Forse all'ospedale Misericordia e Dolce dove Sara Baldi, 24 anni, al primo anno di scienze infermieristiche, faceva il tirocinio. Così raccontano i vicini mentre ricordano che quella casa non è nuova a tragedie di questo tipo. Nel 2006 una donna, Laura Goti, sparò con una pistola al marito, Andrea Marini, uccidendolo. E' la seconda volta che a Prato, nella stessa casa, si sono consumati due delitti.

L'uomo, prima di trovare i corpi, avrebbe suonato il clacson, poi il campanello del primo piano dov'è stato ricavato l'appartamento per la figlia e il compagno, Imad Merouane, 27 anni, di origine marocchina, elettricista e calciatore di una squadra amatoriale pratese.  Nessuna risposta. Allora il padre ha tirato fuori il mazzo di chiavi della casa della figlia ed è entrato.  Nella prima stanza sulla sinistra c'è la sala, il luogo che spesso la giovane coppia utilizzava per dormire perché più fresca.
La scena che si presenta all'uomo è agghiacciante. C'è sangue dappertutto anche, si scoprirà più tardi, in altre stanze. Sul pavimento, in base ai primi rilievi, il sangue racconta di un trascinamento, le pareti parlano di una lotta violentissima, sul soffitto ci sono schizzi su schizzi, così come vicino alla ventola dell'aria e sui vetri della finestra, sul davanzale.

E' il sangue schizzato dalle ferite, profondissime. Lei ne ha diverse sul corpo. Ferite da punta probabilmente fatte con un coltello a serramanico poi sequestrato dagli inquirenti. Quella mortale, con ogni probabilità, al petto. Vicino al cuore. Lui è massacrato. Ha la testa, nella parte occipitale e laterale, distrutta. Colpi violenti compatibili con lo sbattimento ripetuto contro il muro. E poi il volto. Devastato da tagli profondi fatti con un coltello da cucina (anche questo sequestrato), tanto forti da aver provocato la frattura dello zigomo.

La morte dei due, ritrovati sdraiati sul lenzuolo quasi completamente impregnato di sangue, sdraiati come se fossero stati uccisi durante il sonno, sarebbe avvenuta durante la notte. Ma in quella casa non si poteva dormire: c'è stata prima certamente una lotta. Tra chi? Il mistero è ancora fitto.
In un primo momento è stato ipotizzato un omicidio-suicidio. Poi si è passati a una violenta lotta tra i due conclusasi con l'epilogo che conosciamo. Ma l'ipotesi della presenza di altre persone non può essere scartata. Qualunque sia il percorso che prenderanno le indagini ci sono elementi che non tornano. Come possono i due essersi feriti tra loro così violentemente? Le ferite dell'uomo sono difficilmente compatibili con l'aggressione di una donna. Troppo profonde. E poi quella testa sbattuta ripetutamente contro qualcosa. Una terza persona allora? Non ci sono tracce che ne rivelino la presenza. Non ci sono segni d'effrazione.

Qualcuno a cui i due hanno aperto? Lui indossava un pigiama estivo ma lei solo una maglietta senza pantaloncini. Difficile aprire anche a una persona conosciuta in mutandine. E poi un altro rebus. I vicini non avrebbero sentito alcun rumore. Difficile con una casa in quelle condizioni. E il padre e la nonna, se confermato che hanno dormito al piano terra, è possibile che non abbiano udito alcun rumore? E se invece avessero sentito la lite, perché il macabro ritrovamento solo quasi a mezzogiorno della mattina successiva? Anche su questo il padre, Roberto Baldi, informatore farmaceutico, avrà dato una risposta ai carabinieri che conducono le indagini insieme ai sostituti procuratori Roberta Pieri e Eligio Paolini.

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