Italia
Aziende pratesi nell'expo di Nanchino
Maria Lardara
Avviati i contatti con imprese note, società cinese apre in città e assume
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La scatola è quasi ultimata, mancano solo le rifiniture e gli arredi. Per il momento è vuota: ci sarà da riempirla nel giro di un anno con il meglio delle aziende che producono "made in Italy". Lavori in corso alla cittadella di Quanjao, a 40 chilometri da Nanchino. Il sogno di Xu Qiu Lin (per i pratesi Giulin), patron della Giupel iscritto a Confindustria, si avvererà nell'estate 2012: laggiù ci sono per ora il figlio ventunenne dell'imprenditore della pelle e gli architetti pratesi dello studio Mdu di piazza Mercatale. Gli affari si fanno però in casa nostra, negli uffici della Anhui Quili, la prima società della Grande Muraglia che sbarca a Prato dove ha deciso di aprire l'unico ufficio di rappresentanza in Italia.
Sarà il quartier generale dell'attività commerciale e di marketing necessaria per portare il made in Italy in Cina, sondando le adesioni delle aziende. Ne è presidente Giulin e dietro di lui c'è tutta una cordata di banche cinesi che stanno finanziando il progetto. Suo braccio destro è Giancarlo Maffei, ex consigliere del presidente della Provincia Lamberto Gestri, qui con il ruolo di "general manager". L'Anhui Quili farà da trampolino di lancio verso il centro che ha numeri da brividi: un'area complessiva di 60mila metri quadrati, una superficie espositiva di 47mila metri quadrati e un grattacielo che ospiterà un albergo italiano. Si chiamerà "I principi d'Italia" in omaggio al made in Italy. E in vista dell'inaugurazione prevista per settembre 2012 si scaldano i motori: nei prossimi mesi l'Anhui Quili lancerà una campagna di assunzioni per inserire figure commerciali chiamate a occuparsi dei rapporti con le aziende. Tre anni di lavoro. Nell'autunno 2009 la posa della prima pietra, tra un anno il taglio del nastro della cittadella. L'industriale Giulin ha fatto tutto da solo, senza chiedere sostegno alle istituzioni italiane. Eppure, quell'operazione imprenditoriale tutta targata "made in China" farà in modo che il prodotto italiano entri nelle case della borghesia orientale. Avanti c'è posto. Cinque padiglioni, divisi per settore merceologico: moda, alimentari, tessuti, filati e arredo.
Negli showroom a due passi dalla stazione ferroviaria gli imprenditori italiani che non pagheranno il canone d'affitto (il guadagno sarà una percentuale sulle vendite) saranno selezionati in base all'elevata qualità di prodotto. «Ci sarà spazio per ospitare 200 aziende, ma si può iniziare benissimo con un centinaio - spiega Maffei - I contratti non saranno firmati fino a primavera, quando i lavori della struttura saranno avanzati». Giulin chiama Prato. L'interesse è già stuzzicato. Una cinquantina di aziende toscane ha dato già la propria manifestazione d'interesse: tra loro, un'azienda di marmo di Carrara e alcuni produttori tessili pratesi del consorzio Pratotrade. Senza contratti in mano, per il momento i nomi restano top secret. Che il progetto di Giulin attiri più di una simpatia lo dimostra l'ampia partecipazione alla cena a porte chiuse che si è svolta il 12 giugno scorso a villa Le Farnete a Carmignano.
Più di cento persone, numerosi imprenditori e rappresentanti istituzionali (tra loro, il presidente della Camera di commercio, Carlo Longo, e quello degli industriali Riccardo Marini, il presidente della Provincia Lamberto Gestri e il console Zhou Yunqi), oltre a una delegazione della provincia di Anqiu. «Organizzeremo, se necessario, una missione a Nanchino per far conoscere alle aziende potenzialmente interessate la struttura del polo espositivo», conclude Maffei.
Sarà il quartier generale dell'attività commerciale e di marketing necessaria per portare il made in Italy in Cina, sondando le adesioni delle aziende. Ne è presidente Giulin e dietro di lui c'è tutta una cordata di banche cinesi che stanno finanziando il progetto. Suo braccio destro è Giancarlo Maffei, ex consigliere del presidente della Provincia Lamberto Gestri, qui con il ruolo di "general manager". L'Anhui Quili farà da trampolino di lancio verso il centro che ha numeri da brividi: un'area complessiva di 60mila metri quadrati, una superficie espositiva di 47mila metri quadrati e un grattacielo che ospiterà un albergo italiano. Si chiamerà "I principi d'Italia" in omaggio al made in Italy. E in vista dell'inaugurazione prevista per settembre 2012 si scaldano i motori: nei prossimi mesi l'Anhui Quili lancerà una campagna di assunzioni per inserire figure commerciali chiamate a occuparsi dei rapporti con le aziende. Tre anni di lavoro. Nell'autunno 2009 la posa della prima pietra, tra un anno il taglio del nastro della cittadella. L'industriale Giulin ha fatto tutto da solo, senza chiedere sostegno alle istituzioni italiane. Eppure, quell'operazione imprenditoriale tutta targata "made in China" farà in modo che il prodotto italiano entri nelle case della borghesia orientale. Avanti c'è posto. Cinque padiglioni, divisi per settore merceologico: moda, alimentari, tessuti, filati e arredo.
Negli showroom a due passi dalla stazione ferroviaria gli imprenditori italiani che non pagheranno il canone d'affitto (il guadagno sarà una percentuale sulle vendite) saranno selezionati in base all'elevata qualità di prodotto. «Ci sarà spazio per ospitare 200 aziende, ma si può iniziare benissimo con un centinaio - spiega Maffei - I contratti non saranno firmati fino a primavera, quando i lavori della struttura saranno avanzati». Giulin chiama Prato. L'interesse è già stuzzicato. Una cinquantina di aziende toscane ha dato già la propria manifestazione d'interesse: tra loro, un'azienda di marmo di Carrara e alcuni produttori tessili pratesi del consorzio Pratotrade. Senza contratti in mano, per il momento i nomi restano top secret. Che il progetto di Giulin attiri più di una simpatia lo dimostra l'ampia partecipazione alla cena a porte chiuse che si è svolta il 12 giugno scorso a villa Le Farnete a Carmignano.
Più di cento persone, numerosi imprenditori e rappresentanti istituzionali (tra loro, il presidente della Camera di commercio, Carlo Longo, e quello degli industriali Riccardo Marini, il presidente della Provincia Lamberto Gestri e il console Zhou Yunqi), oltre a una delegazione della provincia di Anqiu. «Organizzeremo, se necessario, una missione a Nanchino per far conoscere alle aziende potenzialmente interessate la struttura del polo espositivo», conclude Maffei.
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