Il Tirreno

Prato

I nuovi investitori si sono rivolti al Comune

Aziende d'assemblaggio in cerca di terreni a Prato «Ma occorre che il Pit li liberi»

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 PRATO. Liberare i terreni messi in salvaguardia dal Pit, anche e soprattutto per consentire agli investitori di portare le loro aziende a Prato.  E' l'obiettivo del sindaco Roberto Cenni che negli ultimi giorni e in diverse sedi ha lanciato l'allarme. «Abbiamo almeno tre richieste - spiega - che non riusciamo a soddisfare. Si tratta di grandi investitori italiani pronti sbarcare sul nostro territorio che però hanno necessità di vasti appezzamenti di terreno: 30.000, 40.000 mila e in un caso addirittura 70.000 metri quadrati per collocare le aziende».  Il fatto è che i prezzi praticati nel Macrolotto due (600 euro al metro quadrato), sono giudicati eccessivi. «Perchè se si va a qualche chilometri di distanza - aggiunge Cenni - i costi si dimezzano». Quindi si sono rivolti all'amministrazione per trovare un'alternativa possibile. «Che noi possiamo certamente individuare - continua Cenni - e lo faremo in sede di variante al piano strutturale prevedendo nuove aree industriali, anche utilizzando gli spazi in prossimità dell'Interporto. Ma bisogna che siano lasciate libere dal Pit regionale». Che ha esteso la salvaguradia ad un pacchetto di ettari non concordati con l'amministrazione comunale, facendo infuriare Cenni e tutta la maggioranza di centrodestra.  Sul chi siano gli investitori in procinto di insediarsi a Prato, Cenni ha la bocca cucita. Prematuro farne i nomi.  «Si tratta comunque di aziende di assemblaggio, per lo più - conclude Cenni - che hanno necessità di grandi spazi e che hanno scelto Prato anche perchè collocata in una posizione strategica». C.O.

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