Il Tirreno

Prato

L'accusa: sesso in cambio di soldi

Paolo Nencioni
Un momento della protesta in via Andrea da Quarata
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Un momento della protesta in via Andrea da Quarata

Il pensionato indagato per prostituzione minorile, atti a Firenze

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 PRATO. Sarà la Procura distrettuale di Firenze a occuparsi delle indagini scaturite dalla denuncia della madre del ragazzo residente alle case popolari di Iolo che mercoledì sera ha innescato il clamoroso tentativo di linciaggio nei confronti del vicino di casa.  L'uomo è sospettato di aver avuto rapporti sessuali a pagamento col giovane e il procuratore capo Piero Tony, ha trasmesso nei giorni scorsi il fascicolo al procuratore capo di Firenze, Giuseppe Quattrocchi, che poi lo assegnerà a un sostituto.  L'ipotesi di reato, come detto, non è la violenza sessuale aggravata dalla minore età della vittima (punita dall'articolo 609 bis del Codice penale), ma la prostituzione minorile (articolo 600 bis, lo stesso per il quale è indagato a Milano il presidente del consiglio Silvio Berlusconi), che prevede una pena da sei mesi a tre anni per chiunque compia atti sessuali con un minore in cambio di denaro o di altre «utilità», ad esempio regali.  L'ipotesi degli inquirenti, insomma, è che il ragazzo possa essersi concesso al vicino di casa in cambio di soldi senza dire niente ai genitori, se non dopo qualche mese.  Una differenza di non poco conto per quanto riguarda gli strumenti a disposizione della Procura. Per farla breve, il vicino di casa non avrebbe potuto essere arrestato, nemmeno se colto in flagranza di reato. L'arresto o il fermo sono consentiti dall'articolo 600 bis solo per chi induce, favorisce o sfrutta la prostituzione e non, come direbbe l'avvocato Ghedini, per «l'utilizzatore finale». Sarà dunque la Procura distrettuale a occuparsi della denuncia della madre del quindicenne, delegando le indagini ai carabinieri che già stanno lavorando sul caso. Bisognerà poi capire se il ragazzo fosse il solo a essere stato avvicinato dal vicino di casa oppure se, come dicono le voci di paese, anche altri giovani lo frequentassero abitualmente.  In Procura, oltre alla spropositata reazione dei residenti, che hanno ingaggiato una battaglia con polizia e carabinieri nel tentativo di dare una lezione al presunto pedofilo, ha colpito anche l'atteggiamento del resto della città, forze politiche comprese, dove non si sono registrate prese di posizione forti o condanne esplicite per quanto è avvenuto mercoledì sera in via Andrea da Quarata.

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