Il presidio
Pochi i clandestini nelle aziende, ma le condizioni igienico-sanitarie sono lontane dalla norma
Nuovi controlli, ancora irregolarità Sequestrati macchinari e un'azienda
2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Non sembra esserci fine all'illegalità nelle confezioni cinesi. Anche martedì sera sono state controllate delle aziende, in varie zone della Provincia, e in tutte sono state trovate irregolarità. Ma non solo. Aziende già controllate sono state trovate nuovamente fuori dalle regole. I controlli delle squadre interforze non sembrano far diminuire la tendenza a non rispettare le regole. I lavoratori clandestini che vengono trovati sono leggermente diminuiti ma sul rispetto delle condizioni igienico sanitarie e sull'utilizzo corretto dei macchinari c'è ancora molta strada da fare. In un seminterrato di 150 metri quadrati nelle vicinanze di Porta Pistoiese,, la sede di una impresa individuale gestita da una cinese 32 anni tutti i 4 lavoratori erano in possesso del permesso di soggiorno ma gli spazi non erano suddivisi tra uso produttivo e abitativo: c'erano quattro locali adibiti a dormitorio, ricavati tramite divisori in cartongesso, per un totale di otto posti letto. Le condizioni igieniche sono risultate particolarmente precarie, con carenza di aria e luce esterna. Nel locale adibito a cucina sono state rinvenute tra l'altro quattro bombole di Gpl. Analogo controllo è stato eseguito in un fabbricato di circa 300 metri quadrati a Seano. Qui uno dei quattro dipendenti era clandestino. Non venivano riscontrate violazioni urbanistiche bensì numerose violazioni igienico-sanitarie. Parallelamente sono stati controllati altri due stanzoni in via Bonicoli, già oggetto di sequestro nei mesi passati. Sono stati sequestrati nuovamente 37 macchinari. I locali erano agibili ma le due ditte che vi si erano reinsediate non sono risultate ulteriormente non in regola con la documentazione relativa all'azionamento macchinari.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google