Il Tirreno

Prato

Il "Niccoli" ha i giorni contati

Maria Lardara
Antonella Niccoli, titolare del negozio in via Cairoli
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Antonella Niccoli, titolare del negozio in via Cairoli

Lo storico negozio di dischi chiuderà a settembre

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 PRATO. Il tira e molla che ha tenuto sulle spine tanti appassionati della musica sta per finire. Era un addio che doveva consumarsi a fine gennaio, rimandato con l'idea di resistere a oltranza, in quelle quattro mura di via Cairoli che profumano di storia, in mezzo a musica di tutti i tipi e per tutti i gusti. Adesso i giorni per la Casa Musicale Niccoli sono veramente contati: l'intenzione della titolare Antonella è di tirare giù il bandone a settembre, accarezzando l'idea di lasciare in vita lo spazioso magazzino in via Rossini con tutto il materiale da smaltire e mettere in piedi un negozio on line. «E' la peggiore delle ipotesi cui stiamo pensando. Ma non sarà la stessa cosa - ammette Antonella - si perderà un pezzo di identità, ottant'anni di storia di questa città. E il centro storico ne risentirà». Al capezzale della Casa Musicale sono accorsi in tanti durante gli ultimi mesi, e c'è stato anche l'interessamento della figlia del sindaco, Claudia Cenni. Che si è data da fare per individuare uno spazio idoneo ad accogliere la storica vetrina di musica, apprezzata anche da molti fiorentini. A quale titolo però? «Sto dando un contributo alla causa Prato - precisa Claudia -, ovviamente a titolo gratuito perchè sarebbe un peccato perdere un simile patrimonio. E perchè me l'ha proposto l'assessore Giorgio Silli, il primo a interessarsi essendo molto appassionato di musica». Per salvare il Niccoli la figlia del sindaco a suo tempo individò uno spazio possibile nei locali della scuola di musica Verdi. Ma i lavori sono in alto mare. «L'operazione non è facile» confessa Claudia che ha avuto alcuni colloqui con i titolari del Niccoli dopo una ricerca degli immobili comunali candidati ad ospitare il tempio della musica. Anche il popolo di Facebook si è mobilitato lanciando un sondaggio che mettesse insieme una serie di proposte scaturite dal basso per preservare l'attività. In particolare, l'associazione Tao (Territorio ambiente osmosi) che, sulla scia dell'esempio delle Murate a Firenze, aveva avuto l'idea di utilizzare i locali dell'Urban Center (ex Marconi) per ricavarci un caffè letterario, il negozio di musica e uno spazio eventi. «Ci sembrava l'ambiente più idoneo anche perchè quello è il luogo deputato a fare partecipazione in città e per il Niccoli si è creato un movimento di opinione» spiega Alessio Mazzeo, presidente di Tao, l'associazione costuitasi nel 2010 per chiedere un vincolo di salvaguardia sulle attività storiche del centro, proponendo spazi non utilizzati. Settembre però si avvicina. «Ci sentiamo soli - conclude Antonella Niccoli - tanto interessamento non si è tradotto in nulla di concreto. Ci sarebbe piaciuto rientrare in un progetto più ampio, di valorizzazione della musica cui il nostro negozio avrebbe potuto dare un contributo. Facciamo la nostra strada, non possiamo certo aspettare la fine dei lavori alla scuola di musica nel 2012».

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