Il Tirreno

Prato

C’è poco tempo per fare domanda. Giorgi: «Giusto aver fermato gli sfruttamenti mascherati»

Tirocini, opportunità per 300 giovani Da settembre saranno pagati 400 euro

Maria Lardara
Tirocini, opportunità per 300 giovani Da settembre saranno pagati 400 euro

4 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Al massimo, l'unico guadagno che hanno avuto è stato quello di apprendere i ferri di un mestiere. E non è poco quando si è alle prime armi. Non sono però capitati nell'annata giusta: fuori dagli aiuti previsti per i giovani dal progetto "Giovani sì" della Regione, i 343 pratesi per i quali nel 2010 è stato attivato un tirocinio attraverso il Centro per l'Impiego non hanno avuto un euro di rimborso spese. E visto che il trend annuale di stagisti in provincia di Prato è in aumento (monitoraggio del Centro per l'Impiego), c'è da scommettere che la fortuna di uno stage pagato a 400 euro al mese da settembre in poi tocchi a 300 ragazzi dai 18 ai 30 anni. Basta che rispondano al requisito dell'età e che si scelgano un'azienda (o viceversa) disponibile ad ospitarli fino a un massimo di 12 mesi. E che (è non è scontato) questa dica sì, con tanto di impegno firmato, a mettere sul piatto 200 euro a titolo di rimborso spese: per il resto garantisce la Regione. Per rientrare nella riforma degli stage approvata nei giorni scorsi (la prima in Italia) non c'è tantissimo tempo: per usufruire del contributi da settembre in poi (anche in caso di stage avviati dal primo giugno), le domande di finanziamento dovranno essere compilate dal primo luglio e inviate alla Regione stessa (modulistica scaricabile dal sito www.giovanisi.it). Chiamati in causa i centri per l'impiego provinciali che dovranno ricevere la documentazione dell'azienda necessaria all'avvio del tirocinio. E anche a Prato si potrà così ottenere un piccolo riconoscimento economico per l'energia a costo zero spesa per un datore di lavoro. Anche se chi ci va cauto su questa idea del tirocinio come forma di sfruttamento è il direttore della Fil-Centro per l'Impiego, nell'ambito del quale sono stati attivati l'anno scorso 580 tirocini, di cui 343 extraformativi non retribuiti e 237 remunerati perché collegati a una borsa lavoro. Determinante, per quest'ultima tipologia, è il contributo che la Provincia ha messo a disposizione per i lavoratori in mobilità o disoccupati da ricollocare (non necessariamente giovani). «E' una bugia che i tirocini siano strumento di sostituzione della manodopera - fa notare il direttore Michele Del Campo -, a maggior ragione se i percorsi sono attivati con il Centro per l'Impiego. In tre mesi di stage non si mette certo un tirocinante in produzione. La qualità di un tirocinio comunque non può essere misurata sui termini economici del rimborso, ma sul progetto di apprendimento». Di solito, il giovane "disorientato" che bussa alla porta del Centro per l'Impiego si sottopone a un colloquio di orientamento preliminare alla scelta dell'azienda che andrebbe poi a ospitare lo stagista, compatibilmente con il suo profilo (il Centro per l'Impiego può contare su un parco di 700 aziende). Nel 50% dei casi (dati 2010) tanta fatica è stata ripagata con un contratto che ha seguito al periodo di tirocinio. E nel 25%, lo stagista è stato assunto dalla stessa azienda. «Prato - aggiunge Del Campo - è una delle province che più utilizza lo strumento dei tirocini fino a un massimo di 6 mesi. Si passa da 320 a 580 tra il 2009 e il 2010». E se a tirare di più sul mercato degli stagisti è il tessile (il 33% nel comparto dell'industria, seguito dal 25% nell'ambiente), dimenticate che si tratta di figure di basso profilo. «Abbiamo richieste che alzano la soglia tradizionale - sottolinea Del Campo -. Le aziende tessili, ad esempio, ci richiedono giovani capaci di relazionarsi al mercato». Il provvedimento della Regione potrebbe però rivelarsi un'arma a doppio taglio. Conclude Del Campo: «L'invito a rimborsare una parte del tirocinio diventa sicuramente interessante nel momento in cui non è vincolante per giovani e aziende. Se dovesse passare il messaggio che il rimborso sia un obbligo si rischierebbe di far ritirare le aziende». Il sasso lanciato dalla Regione è comunque importante. Ne è convinta la vicepresidente della Provincia Ambra Giorgi: «E' stato finalmente messo un punto sulla catena di sfruttamenti mascherati dagli stage. Ma dobbiamo stare attenti che questo strumento non penalizzi le aziende piccole senza dipendenti, vedi l'artigianato artistico, per le quali grazie a un'interpretazione estensiva della legge nazionale abbiamo previsto la possibilità di prendere stagisti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web