Più stazioni di servizio per aumentare la concorrenza
Diego Blasi
Presentato il piano del Comune, previste da 5 a 10 aperture di distributori di carburante
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PRATO. Razionalizzare e liberalizzare la rete comunale di distribuzione dei carburanti. Questi i punti centrali del "Piano" redatto dall'assessore all'Urbanistica Gianni Cenni, che insieme all'assessore allo Sviluppo economico Roberto Caverni, detta nuove norme e requisiti necessari all'estensione del servizio e quindi all'installazione di nuovi impianti. L'obiettivo principale, attraverso l'aumento dei distributori, è di favorire la concorrenza e far diminuire i prezzi, in un connubio tra pubblico e privato che, come spiega l'assessore Roberto Caverni «è necessario per lo sviluppo futuro della città soprattutto ora che occorre razionalizzare le risorse». «Vogliamo dare la possibilità anche ai privati svincolati dalle compagnie di aprire dei distributori», dice Caverni. I nuovi requisiti e le nuove norme per l'attribuzione degli spazi hanno accolto anche il benestare dell'opposizione, almeno parziale, vista l'astensione tecnica in commissione in attesa di chiarimenti. Opposizione che peraltro ha visto accolti dalla maggioranza alcuni emendamenti poi inseriti nel documento, come quello che prevede la necessità di almeno un combustibile a scelta tra quelli più recenti tra metano, gpl o idrogeno, soprattutto per i mezzi pesanti; l'installazione di impianti per ricaricare le macchine elettriche, oppure quello che prevede per le nuove stazioni carburanti un impianto fotovoltaico o di cogenerazione a gas, per far fronte alle necessità energetiche. Nel piano non sono specificate le zone dove verranno realizzati i nuovi distributori (ne sono previsti tra 5 e 10, adesso sono 55). Resta ferma la distinzione tra le aree più abitate e quelle esterne e solo in queste ultime potranno nascere le nuove stazioni di servizio. Sono papabili aree come la declassata, la nuova tangenziale o tutte le altre linee di viabilità di servizio; resta invece escluso il centro storico. Centrali nel nuovo piano saranno i meccanismi perequativi: al Comune, mediante cessione gratuita, verrà ceduto il 75% della superficie fondiaria complessiva utilizzata per il distributore, necessaria come contributo per la sostenibilità urbanistica relativa agli interventi di nuova edificazione. Il distributore dovrà inoltre rientrare in un perimetro massimo di 750 metri e al suo interno, in una superficie compresa in 250 metri, potrà essere avviata una qualsiasi attività di carattere commerciale. «L'aspetto più interessante - conclude l'assessore Cenni - è sicuramente il principio di perequazione, che da valore al territorio come bene collettivo e favorisce l'interazione tra pubblico e privato».
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