Il Tirreno

Prato

Il futuro incerto del Centro di scienze naturali

Alessandra Agrati
Fiorenzo Gei, il nuovo direttore del Centro di scienze naturali
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Fiorenzo Gei, il nuovo direttore del Centro di scienze naturali

Gei: «Lavori da fare, ma senza soldi e personale non si va avanti»

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 PRATO. «Datemi gli strumenti per lavorare; braccia e quattrini». Fiorenzo Gei, nuovo direttore del Centro di scienze Naturali, come sua natura, non usa mezzi termini e sottolinea, ancora una volta, il disperato bisogno di finanziamenti e di uomini per tenere in vita il Centro. «Da sette mesi non possiamo piantare un chiodo - spiega - perché la magistratura ha messo gran parte dell'area sotto sequestro, in pratica per ogni lavoro di manutenzione si deve chiedere il permesso della magistratura con allungamento dei tempi e aggravio dell'impegno». Eppure, secondo il nuovo direttore, segnali di cambiamento sono arrivati. Il consiglio, per esempio, è stato completamente rinnovato, presidente e direttore compresi. I cinghiali sono stati trasferiti in altre zone per rendere meno denso il tasso di sovrappopolazione, ma è anche vero che altre specie sono ancora in sovranumero. «C'è molto da fare - spiega Gei - i laghi sono da pulire, le staccionate da riparare, piccoli interventi necessari per rendere decoroso il posto. Siamo entrati in un circolo vizioso da cui dobbiamo uscire al più presto per evitare di buttare al vento 40 anni di attività». La stima approssimativa dei lavori è di 100.000 euro. I volontari sono diminuiti, il personale è passato da 6 a 5 persone. A tamponare la situazione sono arrivati, da ieri e per sole due settimane, 11 stagisti di cui due provenienti dall'Istituto di agraria di Firenze, ma un conto sono dei ragazzi, un conto personale esperto. Girando per il Centro, effettivamente, si respira un'aria di decadenza, anche se le attività continuano. «Con i cartelli della magistratura appesi al cancello - continua Gei - l'affluenza dei visitatori è diminuita e quindi anche gli incassi». Ma Gei non si scoraggia e ha già preparato un programma per l'autunno, un mini pacchetto per le scuole in cui si propongono tre passeggiate, una sul Monteferrato, e due sulla Calvana, alla scoperta del carsismo e delle aree archeologiche della Lastruccia e della Bucaccia. Poi un laboratorio sull'inquinamento e la possibilità di usufruire del planetario mobile.  Tra i tanti problemi che il direttore deve affrontare c'è anche il trasferimento della sede. Una parte dei terreni, compreso l'edificio in muratura, sono di proprietà della curia. «Traslocare - spiega - non è cosa semplice. Ad agosto la famiglia Tozzi lascerà lo chalet in legno che in futuro potrà diventare la sede degli uffici, c'è il progetto di costruire una nuova struttura in legno, ma anche in questo caso servono soldi». In parte risolto, invece, il problema del veterinario; è stata fatta una convenzione con lo studio San Francesco di Bagnolo che, tramite la dottoressa Puggelli garantisce una visita periodica e la completa reperibilità in caso di necessità. Ora Gei porterà le sue proposte al cda ed è intenzionato ad avere risposte concrete. «Non sono abituato a stare a guardare e soprattutto non intendo veder affondare il centro». Come dire: se non ho sicurezze, posso anche andarmene.

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