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Gli industriali pongono le condizioni
Barbara Burzi
«Centro ricerca sui tessili tecnici e innovativi, ma non sui tessuti moda»
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PRATO. «Siamo disposti a collaborare solo sul tessile tecnico». Gli industriali pratesi aprono all'accordo per la realizzazione di un centro di ricerca sul tessile sino-italiano, a condizione che il tessile moda non si tocchi. Questa, in sintesi, la conclusione a cui si è arrivati ieri dopo l'incontro fra il presidente della Regione Enrico Rossi e i presidenti dell'Unione industriale Riccardo Marini e della Camera di Commercio, Carlo Longo. «Un colloquio costruttivo e opportuno - commenta Marini - Nella sostanza non siamo disponibili a mettere in comune con nessuno il patrimonio di conoscenze della principale attività del distetto: anche perché, e lo dico senza falsa modestia, su tessuti e filati moda hanno di gran lunga più da imparare gli altri da noi che viceversa. Spazi invece possono esservi sui tessili tecnici, su fibre, nuovi materiali, nuovi processi tecnologici applicati alla produzione». «Il nostro del resto - prosegue Marini - non è mai stato un "no" a priori: si trattava e si tratta di vedere cosa fare, con quali modalità e quali garanzie per noi. E le garanzie per noi devono essere che l'operazione non tocchi in alcun modo l'aspetto creativo moda e che anche sul versante dei tessili tenici vi sia un rapporto di reale e simmetrico scambio di conoscenze, rispettoso di diritti e prerogative di tutti. Se la Regione ci rassicura su questo fronte, come mi è sembrato sia disponibile a fare, noi saremo a nostra volta disponibili a verificare la percorribilità del progetto». Una posizione di grandissima cautela, dunque, quella espressa dagli industriali a proposito dell'iniziativa della Regione Toscana con il ministero cinese della ricerca e della tecnologia. Il rischio che un simile accordo si traduca in un trasferimeto ai cinesi del patrimonio di know how del distretto tessile pratese è troppo grande da correre. Questo è il senso dei rigidi paletti messi dagli imprenditori a condizione che si possa andare avanti nella discussione dell'accordo. «Dev'esserci un reale scambio e non un rapporto monodirezionale come sarebbe se accettassimo di collaborare sul versante del tessile creativo destinato alla moda e all'abbigliamento», dichiara Roberto Fenzi, delegato dell'Unione all'innovazione e amministratore delegato dell'industria tessile Lenzi Egisto, azienda leader a Prato nel settore del tessile tecnico. «La moda rappresenta ancora l'80% della produzione tessile del distretto - spiega - E' un patrimonio di conoscenze difficile da trasferire e che non vogliamo condividere con nessuno perché è frutto di anni di lavoro, mentre nel tessile tecnico possimo crescere insieme. Proprio uno studio realizzato di recente dall'Università di Pisa ha individuato nel tessile tecnico il settore più importante per garantire al distretto pratese margini di sviluppo». Lo vede dunque come un interscambio di conoscenze e opportunità oltre che commerciale, dalla Toscana verso la Cina e viceversa. «I cinesi, per esempio, sono forti sulle nuove fibre tecnologicamente avanzate e sullo sviluppo delle economie di scala - afferma - Noi invece siamo più bravi nel riuscire a individuare nuovi settori di applicazione. Un rapporto di collaborazione che si potrebbe impostare anche così: loro il braccio, noi la mente».
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