Il Tirreno

Prato

I ladri fanno razzia nei capannoni

Alessandro Pattume
Uno dei tanti blitz nelle confezioni cinesi
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Uno dei tanti blitz nelle confezioni cinesi

Decine di furti nelle aree sequestrate, i proprietari corrono ai ripari

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 MONTEMURLO. Catene, catenacci e in qualche caso barre d'acciaio saldate al portone d'ingresso dei capannoni sequestrati durante le operazioni di contrasto all'illegalità a Montemurlo. Sono i provvedimenti cui i proprietari dei capannoni si sono visti costretti per scongiurare furti ed effrazioni. Decine, solo negli ultimi due mesi. Con buona pace della polizia municipale.  Quando cala la sera, la zona industriale di Montemurlo, diventa un dedalo di cortili deserti, rotonde e strade apparentemente senza uscita. Facile, per chi lo desidera, muoversi indisturbato e lontano da occhi indiscreti. Facile forzare i sigilli e magari portarsi via qualche macchina da cucire o qualche pezzo di mobilio. Un fenomeno questo che è stato messo a fuoco per la prima volta a Prato qualche tempo mese fa e che un paio di mesi a questa parte si è spostato con decisione nel Comune sotto la Rocca. Sono decine le effrazioni con cui i proprietari dei capannoni sequestrati si sono trovati a dover fare i conti. Alcuni di loro si sono presentati in Comune per chiedere cosa fare, altri si sono invece rimboccati le maniche dandosi da fare con catenacci e lucchetti, cui non è mancato il supporto della fiamma ossidrica. E' l'altra faccia della medaglia del grande impegno con cui l'amministrazione di Montemurlo combatte l'illegalità economica. Dall'inizio dell'anno la municipale ha infatti sequestrato 27 capannoni; altrettanti sono stati i casi di visite notturne, e per alcuni edifici si parla addirittura di due o tre effrazioni consecutive.  I controlli, della municipale e dei carabinieri, ci sono; le segnalazioni dei montemurlesi pure. Eppure, quando le forze dell'ordine arrivano sul posto non ci trovano mai nessuno. Impossibile dire anche se si tratti di qualcuno tornato a riprendersi qualche effetto personale, oppure di sciacalli veri e propri. Sta di fatto che questi episodi complicano la vita alla municipale, che non fa in tempo a sequestrare un capannone che si trova costretta a tornarci per prendere atto dell'effrazione.

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