Il Tirreno

Prato

I bambini di Chernobyl tornano ospiti dei pratesi Spettacolo a Officina

Al. Ag.

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 PRATO. Come ogni giugno dal 1993 alcune famiglie pratesi accolgono per un mese quindici bambini provenienti da Chernobyl.  Il progetto, gestito da Legambiente di Prato, ha lo scopo di aiutare ragazzi dagli 8 ai 12 anni che oltre a problemi fisici dovuti alle radiazioni ancora visibili, provengono anche da famiglie disagiate.  «Con il progetto "Canna da pesca" - spiega il responsabile del progetto Chernobyl - abbiamo firmato un protocollo d'intesa con gli assistenti sociali di quella regione che prevede da parte loro il sostegno alle famiglie e da parte nostra quello ai bambini».  La giornata dei piccoli si snoda fra campi estivi fino al pomeriggio e vita con le famiglie alternate alle viste pediatriche necessarie per avere un quadro clinico della situazione.  Il progetto è finanziato da Legambiente Prato, in parte dell'assessorato all'ambiente del Comune di Prato e può contare anche sull'aiuto di Cap (che fornisce gratuitamente i mezzi) di Consiag e della Cgil.  Una buona parte è anche affidata all'autofinanziamento con cene e spettacoli; lunedì, per esempio, a Officina Giovani alle 21,15 andrà in scena "Il cenciaiolo di Chernobyl" uno spettacolo sul nucleare dedicato ai bambini e non solo. I testi sono di Massimo Calissi e la regia è di Jacopo del Sole. Lo spettacolo è curato dall'associazione culturale Dietro le Quinte e avrà la partecipazione di Pamela Villoresi. Ingresso gratuito.

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