L'arte di costruire strani orologi
Walter Fortini
Italo-tunisino fa muovere le lancette dentro vecchi elettrodomestici dismessi
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POGGIO A CAIANO. Foued ha due sogni nel cassetto (e molti altri già realizzati). Il primo è incontrare Adriano Celentano, il suo mito ma anche il suo cavallo di battaglia, per quella somiglianza più che altro nella smorfia del viso e nell'alzare la spalla e il sopracciglio che qualcuno ha notato e l'ha portato addirittura tre anni fa sugli schermi di Rai Uno: con un'apparizione a "I raccomandati" di Carlo Conti. Il secondo sogno, forse più facile, è realizzare un grande orologio alla rotonda del Poggetto, dove abita: un orologio dove l'ora si possa vedere da quattro lati, un po' come il Big Ben a Londra. «Lo vorrei chiedere al sindaco» dice. Celentano e gli orologi - orologi particolari, che incassa in elettrodomestici dismessi come una vecchia caffettiera o in bulloni, snodi, valvole ed altri pezzi di metallo e di vecchi macchinari che la gente butta via - sono i due hobby e le due grandi passioni di Foued. Gran lavoratore e intraprendente anche, quanto basta. Ma la storia di Foued Daouas è anche la storia di un immigrato, 44 anni, tunisino, che benissimo si è integrato. Nel 1993 scriveva in una lettera al Tirreno: «Perchè non chiamano extracomunitari gli svizzeri? E' questione di portafoglio o di melanina?». Adesso ha messo sù famiglia. Ha una moglie, Karima, tunisina anche lei. Ha una figlia, Celine («come la cantante Celine Dion»), di tredici anni e un figlio, Omar, di quasi cinque. Ha una bella casa (al Poggetto, ma prima abitava a Seano), una seconda in Tunisia. E da quasi sei anni ha anche il doppio passaporto: naturalizzato italiano, dopo ventisei anni, dal 1985, che vive in Italia. E' contento, ora. Racconta del suo arrivo in Italia e raccontare è un altro suo dono. «C'ero stato per un soggiorno da boyscout che mi aveva regalato mio padre - ricorda - e qualche anno dopo ho deciso di tornarci». «Non per fame - precisa - Ma perchè volevo vivere altrove». Del resto nella sua Sousse si stava molto bene: la Tunisia non è tutta uguale e «lì - spiega - è un po' come stare a Portofino». La prima tappa è la Sicilia. «Ma mi sembrava di essere 150 anni fa indietro rispetto alla Tunisia» confessa. E così, dopo un anno e mezzo e dopo aver preso la patente di guida, viene via. Inizia a cercare lavoro in Emilia Romagna. Provvisoriamente torna a fare l'aiuto giostraio come faceva in Sicilia - per quella sua abilità a montare, smontare e accomodare che ha sempre avuto - e dopo poche settimane approda a Poggetto. E' il 1988 ed è un colpo di fulmine. Trova un annuncio sulla Pulce: a Seano cercano un saldatore. Si presenta e viene assunto. Nel frattempo il proprietario del bar Mannelli - «un po' un secondo babbo» ammette - gli offre un'alloggio: «gratis, in cambio di qualche serata a fare il cameriere». E a quel punto la sua vita cambia. Frequenta corsi serali per migliorarsi e crescere professionalmente. Impara ad usare l'autocad al computer. Diventa capofficina. Vola in Arabia Saudita a rappresentare l'azienda in una fiera. Ed è in quel momento che nasce la sua passione per gli orologi, portata avanti fino ad oggi tra alti e bassi e lavori che si sono succeduti nel tempo. Ora, ad esempio, fa il fresatore e tornitore in un'azienda metalmeccanica di Comeana. «La carica dei 101 orologi» li chiama la figlia. E più di cento sono infatti gli orologi di Foued, che nella vita ha fatto anche l'intermediario per aziende tunisine interessate ad acquistare vecchi macchinari in Italia. Quei cento e passa orologi sono quasi dei figli. Il numero 1 è stato uno swatch dimenticato per mesi proprio al bar Mannelli del Poggetto, più di venti anni fa, e mai più reclamato. Creare un'orologio per Foued è un po' come dipingere un quadro. La folgorazione arriva all'improvviso: possono passare anche mesi e settimane. Intanto Foued accumula nel garage i pezzi che nessuno più vuole. Li guarda e li riguarda. E, trovata l'idea giusta, in pochi minuti diventano altro: calibro alla mano, utilizzando il trapano e a volte anche il tornio. Ultimamente crea pure le scatole dove riporli: su misura, naturalmente. Una passione segreta, più delle imitazioni di Celentano che lo hanno portato anche a calcare qualche palcoscenico. Ma poi ha deciso di partecipare il mese scorso al mercatino delle arti e dei saperi a Poggio a Caiano. E quegli orologi hanno subito riscosso un gran successo. Alla fine qualcuno ha dovuto anche venderlo. E c'è chi gli ha addirittura proposto di farne un'attività commerciale.
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