Il Tirreno

Prato

Anziani costretti ad aspettare per ore, per qualcuno i soldi erano indispensabili alla vigilia della festa

Poste in tilt il giorno delle pensioni

Valentina Ceccatelli
Persone in attesa davanti all’ufficio postale di via Taro
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Persone in attesa davanti all’ufficio postale di via Taro

Salta il sistema centrale, servizi a singhiozzo, file e proteste in tutti gli uffici

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 PRATO. Il problema è lo stesso in tutti gli uffici postali: l'aggiornamento nazionale della piattaforma informatica di Poste Italiane ha fatto andare in tilt i computer e causato interruzioni di linea proprio il primo del mese, giorno in cui in molti vanno alle poste per la pensione. In via Bettazzi, alle 11,40, c'era chi ancora aspettava dalle 8.  «Non funzionano i numeri, facciamo la fila senza. I computer si sono bloccati e li hanno fatti ripartire verso le 11, ma credo che per ora siano riusciti a fare solo 20 persone», dice Letizia, che accompagna la madre a prendere la pensione. La gente in attesa non è poca, ma fino a poco tempo prima ci doveva essere una vera ressa. «Le persone spingevano verso le casse, c'è stato chi si è sentito male, chi si è messo a litigare, i soliti furbi che provavano a passare avanti - continua Letizia - chi vive di pensione si deve ridurre a restare bloccato in fila, se le scaglionassero in due giorni la cosa sarebbe più fattibile. La gente è tanta, e non tutte le persone anziane hanno potuto sedersi, altri sono andati via». Anche alle casse c'è chi non ce la fa più: «Non è colpa di chi lavora qui, ma di questo sistema che si è bloccato. Potevano lavorarci quando non era il giorno della pensione. Anche il direttore si è messo a lavorare in cassa per diminuire il problema».  In via Taro, alle 12,15 la situazione è identica: molte persone in attesa, e mucchietti di fogli di prenotazione lasciati sulla macchinetta. Una donna arriva, ritira il numero 30, si rende conto che stanno servendo il 4 e se ne va, lasciando il suo bigliettino insieme agli altri; un'altra signora si trova con 39 persone davanti prima di poter ritirare la pensione. «E' così in tutta Prato - spiega il signor Ciro, in attesa dalle 8 - è rimasto tutto fermo». Anche la signora Marta Menici è alle poste dalle 8,30 per ritirare la pensione della suocera: «C'è gente che era qui da prima di me, alle 7,20 aspettava fuori: qui c'era la ressa. Parecchi se ne sono andati per andare a lavorare o per altri motivi - spiega - i computer hanno ricominciato a lavorare poco prima di mezzogiorno, avevano già provato a farli ripartire alle 9 ma non ci erano riusciti. Siamo stati temerari a rimanere qui fino a quest'ora». La signora Lia Macerata lamenta una comunicazione imprecisa e fuorviante: «Hanno messo un cartello che dice che il servizio è "momentaneamente" sospeso, così le persone si fermano e aspettano. Dovevano scrivere che era sospeso "a tempo indefinito". Io ho 77 anni, e ho avuto un infarto due mesi fa. Ho aspettato un'ora e mezzo, ma ora non ce la faccio più».  Perché, in effetti, chi aspetta la pensione non può permettersi di perdere il turno: «Non posso andare a casa, anche se sono qui dalle 8 - spiega una signora anziana - domani mi scadono le bollette, e se non faccio la spesa non mi rimane nulla in frigorifero».  Anche a Mezzana i problemi sono gli stessi, e c'è chi è venuto da Pistoia e Firenze sperando che la situazione fosse migliore. «Si è bloccato il sistema - spiegano dagli uffici - non sappiamo ancora quando riaprire. Eravamo ripartiti, ma poi si è ribloccato tutto e abbiamo dovuto fermarci di nuovo. Non si possono nemmeno fare le spedizioni».

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