Il Tirreno

Prato

L'Unità d'Italia vista a casa del cenciaiolo

Pasquale Petrella
Un momento dello spettacolo
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Un momento dello spettacolo

Un originale racconto del Risorgimento nello spettacolo del "Datini"

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 PRATO. E' vero, qualche microfono ha funzionato male e qualche protagonista si è dimenticato un paio di battute. Ma lo spirito di "Viva l'Italia", per la sceneggiatura e la regia di Pier Luigi Gabbriellini, che ha visto salire sul palco nei giorni scorsi alunni e insegnanti dell'istituto Datini, non era certo quello di togliere il lavoro ai professionisti. Lo spettacolo teatrale ha raccontato i 150 anni dell'unità d'Italia in modo originale davanti a una platea composta da familiari, ma non solo: in prima fila anche la vicepresidente della Provincia, Ambra Giorgi.  "Viva l'Italia" racconta il Risorgimento fra il 1859 ed il 1864. Protagonista è una famiglia di cenciaioli pratesi con il capostipite Agenore Lorenzetti, interpretato dal professor Giuseppe Cortese, la moglie Isolina (prof Carla Menici) e dalle figlie Francesca e Bianca (le alunne Irene Mulinelli e Luana Tortora). Con loro il pubblico viene trascinato nel periodo in cui Garibaldi passò da Prato e cercò rifugio in Valbisenzio per sfuggire ai soldati e poi organizzare la spedizione dei Mille. I personaggi di fantasia si alternano a quelli storici come Enrico Sequi (interpretato da Sasha Djabbaria), Antonio Martini (Tiziano Martelli), Giusepep Barbagli (Marco Manzuoli), Franceschini (Federico Santi), Giuseppe Mazzoni (Marco Manzuoli), Cesare Guasti (Francesco Mannini), Francesco Guerrazzi (Adriano Bolognesi); Giuseppe Montanelli (Andrea Donnini), Cavour (Luca Macconi), Massimo D'Azeglio (Adriano Bolognesi), e tutti insieme uniscono l'Italia. Come? Semplice, le due figlie di Agenore si innamorano di un soldato siciliano Nunzio Caruso (Antonio Di Martino) e di un diplomatico piemontese, Alessandro Beccaria (Manuel Costa). Il loro fidanzamento fa arrivare a Prato le famiglie dei due giovani e così tre culture e tre modi di parlare e di interpretare la vita si fondono in casa del cenciaiolo Agenore mentre il garzone Beppe (Jacopo Mulinelli) vive la spedizione dei Mille. A mettere un altro tassello nell'unità d'Italia, il fidanzamento a Prato fra la sorella del piemontese e il fratello del siciliano. Insomma l'Italia è stata unita con le armi ma in questa storia è l'amore a prendere il sopravvento. La corale di San Luca alla Querce ha chiuso cantando "Va pensiero" mentre la ballerina Dania Ferri sventolava il tricolore. Per la professoressa Giovanna Dascanio, curatrice delle iniziative dell'istituto, nonchè attrice sul palco come madre del diplomatico piemontese, e per il dirigente scolastico del Datini, Roberto Paganelli, si è trattato di un grande successo. Lo spettacolo è il frutto di un lavoro all'interno del progetto "Educare alla legalità" curato dalla professoressa Anna Carpani. Gli altri attori erano: Rosetta Valenza, Dania Feri, Emanuele Andrei, Oreste Messina, Chiara Gabbriellini, Matteo Fortunato, Luciano Luongo, Eleonora Logli, Francesco Mannini, Manuel Costa, Veronca Renzi, Serena Lama, Alessadnro Romano, Martina Vignone, Emanuele Andrei, Massimo Menchini, Tiziano Martelli, Federico Balli, Ylenia Campopiano, Simone Aiello e Federico Morosini.

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